Video: Social Mob in Piazza Maggiore.
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Sabato 27 marzo CrossingTV ha incrociato un flash mob, o meglio, un social mob organizzato per sensibilizzare i giovani sul tema dell’anoressia e della salute mentale. L’evento è stato molto partecipato: circa un migliaio di persone si sono fermate per riflettere. (Ma avranno riflettuto veramente?)
Interviste di Gaia Roncarelli
riprese di Mircea Constantin Moisa
montaggio di Silvia Storelli
ringraziamo gli organizzatori (FLASH MOB SOCIETY in collaborazione con GENIOallOPERA)
Tags: anoressia, Bologna, flash mob, Gaia, social mob
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@ walter: grazie per la tua opinione
Io odio il Flash Mob!!!
Si presenta con la presunzione di essere una forma espressiva d’arte! Cosa stimola? Cosa crea? Cosa Fa? Forse il risultato è quello di rivedersi su youtube o in qualche TV?
Il flash mob non è neppure un movimento! Non ha idee di base! Bisogna avere solo tempo da perdere per poi non costruire nulla di reale!
Credo che l’espressione artistica di un mimo sotto il sole x un’intera giornata vale 100 mila di queste manifestazioni internettiane!
@LORY: brava, è un bel principio, sul serio. La mia comunque era una provocazione (in parte).
CIAO LORY. GENERALMENTE NOI ORGANIZZIAMO FLASH MOB CON L’UNICO SCOPO DI “PERMETTERE ALLE PERSONE DI RITAGLIARE UN MOMENTO DI DIVERTIMENTO NELLA QUOTIDIANITA’”, SENZA ALTRI FINI (ad esempio il Flash mob Pulp Fiction in stazione il 24/04 e il Silent Rave in piazza maggiore il 23/05) NOI CREDIAMO FERMAMENTE NEL POTERE DI QUESTI EVENTI,CONTATTACI A flash.mob.society@hotmail.it così puoi esporci la tua idea. ciao
Caro Fabio Mauri ritengo che tu sia molto abile a organizzare questi ” eventi” ma ritengo corretta anche la critica costuttiva di Giuliana …la prossima volta che organizzi così bene una flash mob o social mob invita le persone a partecipare con cartelli ben in vista se vuoi veramente utilizzare questo belllo e nuovo sistema di comunicazione .
E’ sempre utile parlare di anoressia ma …che se ne parli o che il messaggio arrivi ….qui non è arrivato nulla!!!
che ne pensi di organizzarne uno per l’ABBANDONO DEGLI ANIMALI VISTO IL DELICATO MOMENTO DELLE VACANZE!! MAGARI SI ORGANIZZA INSIEME !
Grazie .
akito takemoto……quello che hai indicato come social mob mi sembra assurdo SONO CONTRARIA AD OGNI TIPO DI VIOLENZA ANCHE SU SE STESSI !!! ASSURDO
Questo è un social mob: http://www.crossingtv.it/blog/rem/thich-quang-duc
Cara Giuliana. Quella che mi hai mostrato è una manifestazione, non un Social Mob.
Ad ogni modo non intendo stare a replicare, perchè sinceramente un confronto basato su insulti come “siete un gregge di pecore”, “pagliacciata” ecc. non mi interessa. Non se ne verrebbe mai a capo.E’ bello che la gente abbia pareri diversi. Ad ogni modo a noi piace quello che facciamo. Lo facciamo da tempo e ne siamo contenti. Ora che siamo consci che non sarai mai dei nostri, ce ne dispiace. Passo e chiudo.Un saluto.
Trovo che la mia fosse una critica costruttiva. Tutto dipende da cosa si vuol costruire. Ad esempio ho detto che ciò che fate andrebbe fatto prendendo un microfono in mano, esponendo cartelli, indossando maglie, comprendendo l’importanza profonda del “mobilitarsi”, avendo rispetto nei confronti di tematiche “serie” come quella proposta nell’ultima occasione. Il video di crossing tv mostra e dimostra che il 90% delle persone che hanno partecipato, non aveva la minima idea di quali fossero i vostri obiettivi “sociali”. Sul flash mob continuo a ritenere che si tratti di una pagliacciata fine a se stessa. penso che qualcosa del genere lo abbiate pensato voi stessi, vista l’idea di lanciare, questa volta, un social mob che avesse un fine più “profondo”. Tra l’altro, qualche considerazione sul vostro lavoro. Da una parte, mobilitare le persone tramite fb, non venitemi a dire che vi crei chissà quali scompensi. Facebook, è una figata proprio per questo, fa quasi tutto da solo. Fare volantinaggio, contattare altre associazioni, richiedere permessi in questura, fare la colla in casa ed uscire di notte ad affiggere manifesti, è un’altra cosa. D’altra parte, proprio perchè vi impegnate tanto a creare questo movimento, che non critico in quanto tale, io continuerei aggiungendo sempre un pò di sale. Come dire, una volta che riuscite a portare in piazza così tante persone, perchè non farlo per una causa? perchè non fare in modo che tutto non finisca dopo 5 minuti, ma continui con dibattiti, discussioni, riflessioni? Ma riflessioni vere, intendo! Perchè per quanto vedo, l’orda di giovani che ha partecipato al vostro social mob, non sapeva quando sta andando, dove sta essendo! E penso che almeno in parte questa sia responsabilità vostra. E’ lampante, siete voi gli organizzatori, se il vostro messaggio non arriva a chi partecipa, è evidente che qualcosuccia di sbagliato nella vostra diffusione dell’evento, c’è.
Una volta che aggiungerete quello che più sopra ho chiamato “sale” ai vostri social mob, intendo un pò di sale in zucca, (cum grano salis), potremmo parlare tra persone che si muovono nel sociale senza fine di lucro come volontari che mettono impegno in ciò che fanno senza guadagnarci nulla. Per ora voi, ci mettete tanto impegno e non ci guadagnate nulla, ma nel sociale siete immobili e siete a capo di un gregge di pecore.
Ed eccolo il punto. E’ una passeggiata muovere greggi di pecore non pensanti. Misuratevi col muovere masse di gente schierata, cosciente, lucida, che abbia voglia di prendere parte attivamente e, ahinoi, il numero dei partecipanti crollerà vergognosamente. Allora, forse, inizierete a comprendere la mia frustrazione di fronte a mille persone che escono di casa per “niente” e che invece preferiscono rinchiudersi nel nulla quando in gioco c’è “qualcosa”.
se vuoi avere un’idea di cosa significhi per me social mob, guardati questo video:
http://www.youtube.com/bolognanonviolenta#p/a/u/1/sfXXEHbLRy0
Ola.
È bello alzarsi su una sedia di un’aula x cambiare prospettiva, come ci insegna il film “attimo fuggente”. Ed è bello essere un po’ poliedrici, xche’ il mondo ha tanti colori, le persone sn tutte diverse.
Ho fatto il flash mob xche’ è una cosa diversa e sn stata vicina a tante xsone.
Ho visto anche morire per colpa di anoressia, terribile malattia, e ho lavorato in neuropsichiatria.
La comunicazione nn è fatta solo di parole.
Non conoscendo COM’E’ stato organizzato il Social MOB (Flash MOB), trovo del tutto inopportuni e offensivi commenti che parlano di “pagliacciata”, in quanto non ci sono basi per dare un giudizio. Giovanna, se hai visto il video, avrai visto che una ragazza parlava di un Flash MOB fatto a Berlino (ergo, può essere “pagliacciata” quanto vuoi, ma ha una certa risonanza). Un evento può avere una certa risonanza o non averlo affatto, se ce l’ha, può essere negativa o positiva (a seconda di cosa viene fatto durante l’evento), ma QUALSIASI COSA, NON VIOLENTA che serve a richiamare l’attenzione, a parlare e a trovarci insieme, non può essere definito pagliacciata, altrimenti si pecca di “qualunquismo” e di arroganza.
Per farti un esempio, io e i molti miei amici eravamo lavoratori Phonemedia una multinazionale di Call center dove l’amministratore delegato ha cavalcato la crisi per non pagarci gli stipendi e farci lavorare a gratis. A Roma e in altre città italiane dove c’era una sede Phonemedia sono state fatte proteste, manifestazioni, abbiamo attirato l’attenzione dei media, TGR, Striscia la Notizia, TVL, ecc… Risultato? Alcune sedi (come la mia, per fortuna), sono state acquistate da altri imprenditori più seri, altre invece… stanno ancora lottando. Questo per dirti, che non si può prevedere come si affronterà un problema o una tematica, l’importante è PARLARNE, DENUNCIARE, FAR CONOSCERE. Ogni iniziativa, volta a questo scopo è sempre ben accetta e se proprio non avrà “risvolti”, di sicuro, l’organizzatori e i partecipanti avranno qualcosa dentro da poter trasmettere.
Cara Giuliana, apprezzo il tuo commento. Sono sicuro che partecipando a qualcosa che organizzi tu per il sociale, avrò modo di apprendere come si fà qualcosa per gli altri. Per quanto mi riguarda, dopo 5 anni che organizzo “pagliacciate” per divertimento alle quali vengono molte persone con il solo scopo di divertirsi, abbiamo deciso si supportare alcune tematiche. Come? Con questa tipologia di eventi e con azioni concrete nella realtà (tutti noi facciamo/abbiamo fatto volontariato). Ora….io capisco le divergenze di opinione e sarei vicino al tuo pensiero se fossimo un’associazione con scopo di lucro o se avessimo altri fini.Ovviamente come la maggioranza delle persone che ama criticare invece che proporre, non sai che c’è un video che abbiamo fatto girare dedicato a questo tema, non sai che noi discutiamo con chi crede all’utilità di queste “pagliacciate” e soprattutto lo facciamo per passione. Ma le critiche non costruttive come le tue, mi fa capire che non basta la volontà di fare qualcosa di buono, perchè c’è sempre qualcuno che deve far passare una cosa per quella che non è. Non sei d’accordo? Bastava non partecipare e/o commentare il video in modo costruttivo e non screditante verso chi ci mette impegno in ciò che fa….SENZA GUADAGNARCI NULLA. Ad ogni modo sarò lieto di partecipare di persona ad una tua iniziativa per apprendere. Saluti
gran bel servizio, coglie perfettamente il punto della questione e risponde ad una domanda che mi pongo da tempo: “a che caxxxo serve stare immobili per dieci minuti?”. Come temevo, non serve assolutamente a niente. Sarò durissima, mi spiace, ma la trovo una moda cretina fine a se stessa. Gli organizzatori si son resi conto che riescono a mobilitare davvero tante persone senza nessun motivo, così, credo per scrupolo di coscienza, hanno pensato di trasformare questa pagliacciata in qualcosa di utile socialmente. La verità è che se realmente si volessero proporre una discussione e una riflessione sul tema “malattie mentali e anoressia”, come minimo, dopo aver radunato mille persone, si prende un microfono in mano e se ne parla.
Come minimo, si sta immobili ma si espongono cartelli, o si indossano maglie o che so io, in modo che chi passa di lì, gli stessi partecipanti o i media, capiscano cosa cavolo stanno facendo quelle persone.
Altrimenti a me sembra solo una schifezza che, a dire il vero, mi fa incazzare e non poco. Perchè vorrei che la mia generazione comprendesse l’importanza dello “scendere in piazza”, capisse che ci si mobilita con coscienza e per motivi “seri”. E capisse che non si usano “malattie mentali e anoressia” come pretesto per divertirsi.