È un periodo devastante, quasi apocalittico. Corro di qua, corro di là, per che cosa poi? Per niente! Sto solo facendo giri a vuoto. Sono esausto. Camminando per via Ugo Bassi mi sento un extraterrestre. Chiunque mi passa di fianco mi guarda in maniera strana. Torno a casa e mi sento crollare, non ho vissuto una giornata, ho vissuto un incubo! Con l’unica differenza che non mi trovo nel letto.
Inizio a pizzicarmi le guance. In un primo momento non sento niente. Stringo più forte cercando di usare tutta la forza di indice e pollice. Ahimè! Non è un incubo è pura realtà. Sul tavolo c’è un biglietto dei miei: “Siamo al mare, torniamo domani mattina”. Sono solo! Ma ciò non mi disturba, anzi! Ho davanti a me una serata solitaria. Ma non posso viverla così. Devo fare qualcosa per renderla buona.
Il cellulare quest’oggi non ha fatto nient’altro che suonare e questa è una delle cose che mi fanno imbestialire. Ci sono certi giorni in cui pregheresti purché squillasse, ma nessuno ti caga. Oggi, invece…
Bip-bip: mio padre. Bip-bip: un mio amico. Bip-bip: il dentista. Bip-bip: una di quelle orrende offerte Vodafone, ecc. ecc.
BASTA! TACI UN PO’! Appena lo spengo sento che qualcosa è cambiato. Mi sento come se mi fossi liberato da un rompiscatole che mi è stato accanto tutta la giornata, rovinandomela. Mi piace pensare che chiunque vorrà parlarmi delle sue stronzate troverà quell’irritante voce femminile che dice: “Il telefono della persona chiamata potrebbe essere spento o momentaneamente non raggiungibile”.
Insultatemi pure quanto vi pare, tanto non è così che mi fate ricomparire… Il silenzio è rotto solamente dal rumore della pioggia che, cadendo, sbatte sui vetri facendosi sempre più grossa e fa anche un altro rumore. Quello dei miei pensieri, dei miei tanti pensieri. Quale penso per primo? Ce ne sono veramente alcuni più importanti di altri o sono tutti sulla stessa posizione della graduatoria? Non lo so! Non so nemmeno se varrà la pena pensare, perché tanto mi addormenterò. Sempre in silenzio, senza dire una parola. Non ci sono per nessuno e non voglio esserci.
Per il momento non mi importa delle vostre cose, non mi importa se tizio litigherà con caio; non mi importa se le grandi potenze mondiali si dichiareranno guerra; non mi importa se mio padre si lascerà con mia madre e non mi importa se avrai bisogno, stasera non ci sono.
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anzi, ho cambiato idea, prima che tu sparisca mi devi dare almeno quei 3000 quaderni!!! eheheheheh…
ok, Filippo non esiste piu’. ;P
Ciao Filippo,ci sono giornate che si vuole il silenzio e il telefono suona a ripetizione che vorresti affogarlo…così come c’è bisogno della gente(siamo animali di compagnia)c’è anche bisogno di stare da soli per ascoltare noi stessi e il suono di quello che ci circonda altrimenti diventeremo miserabili senza entusiasmo.A presto