In questo maledettissimo weekend primaverile dovrei studiare, ma non ne ho voglia.
In casa mia non si pronuncia una parola da circa un’ora, il silenzio è rotto solo dal rumore della tv che trasmette un film di Hitchcock che si svolge a vuoto: mia madre si è infatti addormentata, così come mio fratello.
Fortunatamente il fenomeno del russare non è di famiglia.
Sono l’unico sveglio. Ho davanti a me una poesia di Leopardi, ma la mia mente va oltre a “quest’ermo colle…”.
La radio trasmette quel pezzo dei Casting Crowns che a te piace tanto e mi ritrovo a pensare a quel pomeriggio che abbiamo trascorso insieme in quel caffè del centro.
Di che cosa parlammo? Ah, sì! Di quello stronzo del tuo prof. di latino, di Londra e della tua ultima vacanza a Capoheira. Ancora rido se penso a tua padre che si fa dare lezioni di surf.
Mi ricordo perfettamente di te. Indossavi quella felpina grigia, con sotto la maglietta a righe bianche e rosse, i tuoi jeans scuri e quel sorriso che mi ha sempre devastato. Non riuscivo a seguire il tuo discorso che subito partivo. Ad un certo punto ti fermasti:
“Ma mi stai ascoltando?”
“Come scusa?”
“Hai una faccia… non sarai mica innamorato!! Ecco, vedi?? Tu non mi ascolti.”
E scoppiammo a ridere. Io ti ascoltavo, eccome. Ma più ti ascoltavo e più mi innamoravo di te.
Facevi discorsi straordinari, non sembravi una ragazza di 18 anni. Per distrarmi da te cominciai a pensare a cose brutte: la morte, le tasse, il Bologna in serie C. Ma tutto fu vano perché tu arrivasti a quella fatidica domanda:
“Ma tu ora mi baceresti?”
“No -risposi io- perché non ci conosciamo molto e si rischia di rovinare tutto.”
“Sei sincero?”
“Si!”
“Beh apprezzo la tua sincerità.”
Sincero un piffero! Se avessi avuto più coraggio ti avrei presa e baciata come nessun altro aveva mai fatto. Un bacio appassionante da fare invidia a Cary Grant. Solo ora capisco che sarebbe stato un gesto da idiota. Come è stato idiota pensare anche solo ad un secondo ad una mia vita con te. Ti avrei regalato il mondo anche se non sono sicuro che sarebbe bastato.
Non riesco a metterti da parte! Se chiudo gli occhi penso solo a te, al tuo sorriso e alla tua voce. Se spengo la radio so che proprio non ci sei; se chiudo la porta mi sento solo e se leggo Leopardi non trovo risposte.
Quel giorno, davanti a quel caffè, io non riuscivo ad ascoltarti. Mi perdevo nel suono delle tue parole, nel candore delle tue labbra e nella fortissima voglia di amarti. Ero perso… ero perso a pensare a te!
Tags: amore, caffè, cary grant, conoscenze, estate, Filippo, hitchcock, leopardi, passato, primavera


due champagne allora!!!!!!! diventeremo ubriaconi tutti via!!!!
Teh, maaa…mi sono innamorato anch’io porcamiseria!
wow Filippo e’ innamorato!! Facciamo festa con champagne~~!!
trovo che quello che hai scritto sia dolcissimo, sei un ragazzo davvero sensibile. Bravo! anch’io sono ziosamente fiera di te
grazie a tutti!:)
sono fiera di te.
Ciao Filippo,mi piacciono i tuoi post e penso che continuerò a seguire questo blog.A presto