“Donnie Darko” rappresenta l’esordio del giovane regista Richard Kelly: il film, ormai diventato un cult, è stato realizzato con un budget veramente basso rispetto ad altre pellicole dello stesso genere, quindi sorprende la notevole fetta di giovani fans e la popolarità che ha ottenuto in tutto il mondo anno dopo anno.
Donnie è un adolescente apparentemente normale, alle prese con i problemi tipici della sua età, che entra spesso in contrasto con chi (per bigottismo o ipocrisia) vuole imporgli una visione felice e semplicistica della vita; numerosi, invece, sono i lati oscuri che cela dentro di sè.
« 28 giorni, 6 ore, 42 minuti, 12 secondi.. ecco quando il mondo finirà »
Visitato in sogno da un horror-coniglio gigante che lo avverte che la fine del mondo è vicina, Donnie non percepisce più il limite tra realtà e immaginazione; questo confine inizia a diventare sempre pià labile, fino quasi a scomparire: quali episodi della vita di Donnie vengono vissuti realmente e quali sono solo frutto della sua immaginazione?
La caduta di un motore d’aereo su casa sua, la sua ragazza, i vandalismi compiuti nel liceo, la festa di halloween, i serpenti trasparenti, la spiritata vecchietta che passa le sue giornate attraversando la strada e questa schizofrenia stessa esistono davvero?
Considerato da un recente sondaggio di una rivista americana uno tra i cento film più belli nella storia del cinema, Donnie Darko colpisce per la sua particolarità e la sua assoluta soggettività: giunti alla fine del film, lo spettatore non ha prove per delineare ciò che “è stato” e ciò che invece “non è stato” e quindi può fare soltato una cosa: IMMAGINARE.
Ma d’altra parte, l’immaginazione non è la cosa più importante?!


Ho visto sto film almeno 10 volte!!! cultissimooooooo. Bella la recensione