Come tutti quelli che odiano la televisione, ne parlo sempre…
Pipilotti Rist, svizzera, 1962. Per chiunque sia un minimo appassionato di video art, un’istituzione del genere. Di se stessa dice: “Sono una tipica figlia della televisione. So come ci sente a non riuscire a distinguere tra le sensazioni provate oggi pomeriggio nel bosco e quelle provate dopo alla televisione”. Come si collega questa sua affermazione ai suoi video? Semplice: guardando i suoi video ci si rende conto che i colori sullo schermo sono belli.
Ma meglio andare in ordine. La teoria di Pipilotti Rist è che sullo schermo i rossi, i gialli, i blu, i verdi, etc. vengano desaturati per paura che i volti appaiano troppo bianchi (non per nulla non si mette piede in uno studio televisivo senza fondotinta). A questa operazione di spegnimento dei colori, secondo l’artista svizzera, siamo ormai (tristemente, aggiungo io) abituati. Ed ecco allora che arriva lei, a ridonarci in un brutale pacchetto tutto incluso, i famigerati colori che la tv ci ha rubato.
L’arte di Pipilotti Rist è ovviamente molto più complessa di come la sto dipingendo in questo misero post, ma ho deciso di lasciare alla vostra curiosità il compito di indagare ulteriormente. Intanto linko uno dei miei video preferiti (musicata con uno stupendo pezzo di Caroline Berkenbosh) e un’intervista all’artista.




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