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Internazionale a Ferrara: The Yes Men fix the world

The Yes Men fix the world‘: ovvero, come aggiustare il mondo da soli combinando casini su casini.

Ferrara. Festival di Internazionale. La gente era troppa, tanto che si faceva quasi fatica a seguire con lo sguardo le interminabili file. Uno, quattro, dieci, venti… cazzo, non riuscirò mai ad entrare… e così, scartata la conferenza sul graphic journalism con Joe Sacco e rinunciato a sentire le confessioni di un eco-peccatore, eccomi davanti ad uno schermo, seduto su delle comode poltroncine insieme ad un trecento sconosciuti.

In programma alle 18 al Cinema Boldini: ‘The Yes Men fix the world‘. Bene.

Mentre aspettavo pazientemente di entrare, impilato come una di quelle bottiglie che scorrono sui nastri trasportatori delle catene di montaggio, ho dato un’occhiata all’articolo di Internazionale sul documentario che mi stavo accingendo a vedere e di cui fino a quel momento non sapevo niente. Gli Yes Men sono a metà strada fra Borat e Moore, l’equilibrio perfetto. Questo quanto mi ricordo di aver letto. Il resto è stato cancellato da quell’ora e mezza passata fra risate, indignazione, applausi e angoscia.

Già, perché gli Yes Men (termine usato soprattutto in politica, qui i vari significati) sono due attivisti che, in parole povere, riescono a prendere per il culo neoliberalisti e capitalisti-senza-ritegno proprio nella tana del lupo. Con siti internet fasulli e una gran faccia tosta riescono da soli a cambiare realmente qualosa, facendosi invitare alle conferenze e fingendosi portavoce di grandi aziende (e molto altro ancora).

Ad esempio, Andy Bichlbaum, uno degli Yes Men, finisce in diretta sulla Bbc fingendosi un portavoce della Dow Chemical (azienda che ha incorporato la Union Carbide, responsabile del disastro di Bhopal) e afferma che la ditta assume piena responsabilità e pagherà i danni provocati e un risarcimento adeguato ai parenti delle vittime. Ovviamente, nel cinico mondo della finanza questa mossa ha fatto perdere alla multinazionale (in sole due ore) ben due milioni di dollari. Gli investitori, sentendo che la Dow avrebbe fatto la cosa giusta (da un punto di vista etico e morale), ma anche quella più infruttifera, hanno infatti venduto velocemente le proprie azioni, provocando il crollo delle quotazioni di borsa.

Bellissima alla fine la sequenza di facce felici e incredule che leggono il finto New York Times (ne hanno distribuite 10.000 copie) con le “notizie che vorreste leggere” (come la fine della guerra in Iraq e l’abolizione del Patriot Act). Bellissima anche la proposta finale che vi rimbalzo: se le persone sono così contente di leggere quelle notizie, perché non facciamo in modo che divengano reali?

Insomma, io me ne sono uscito da una sala cinematografica con il cuore intasato e spossato da risate e rabbia… un dolore che consiglio a tutti. Andate al cinema, noleggiatelo con gli amici, scaricatelo, diffondetelo, rubatelo, fatelo vedere a scuola (occupata, autogestita o meno) usate qualsiasi mezzo, ma guardatelo e fatelo guardare.

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Pubblicato da Akio Takemoto Giovedì, 8 Ottobre 2009

Commenti E' richiesto javascript per commentare.

  1. 2

    :) Bene, almeno un* l’ho convint*!!!

  2. 1

    vederlo di corsa!

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