Forse per Foursquare il termine social network è limitativo; sarebbe più appropriato parlare di socialità aumentata, sulla falsa riga dell’espressione augmented reality. Se infatti con Facebook la socialità è relegata ad un limbo informatico fatto di foto di amici e parenti, di test e di frasette di stato spiritose, e Twitter assomiglia più ad un flusso di informazioni e opinioni, il discorso per Foursquare è ben diverso.
In strettissimo rapporto con il luogo fisico in cui viene usato, Foursquare è anche un gioco ed è semplicissimo da utilizzare (vedi video sotto):
I vantaggi da questo tipo di servizio sono molteplici: il poter aggiungere i luoghi in cui fare check-in e la possibilità di scrivere brevi consigli permette a Foursquare di essere una vera e propria guida constantemente in aggiornamento. L’altro giorno, ad esempio, ero in biblioteca e stavo morendo di caldo, ho lanciato Foursquare e ho scoperto che a pochi metri da lì (sì segnala anche la distanza in metri dal punto in cui ti trovi al momento) un baretto in cui non ero mai entrato “fa la granita siciliana più buona di Bologna”, almeno secondo l’utente che l’ha scritto. Fatto sta che la granita me la sono presa ed era effettivamente buona. Inoltre, uscire di casa senza sapere cosa c’è in città quella sera non è più un problema, basta dare una rapida occhiata a cosa dicono gli altri utenti (grazie alla brillantissima e naturale sinergia con Twitter). Un altro vantaggio non da poco è quello di poter socializzare con gli altri utenti se ci accorgiamo di essere nello stesso posto (o evitarli, perché no). Ma Foursquare è anche un potenziale strumento per aumentare la visibilità di piccole attività e realtà locali (ad esempio, premiando gli utenti ogni tot numero di check-in con uno sconto o una bevuta gratuita se si tratta di un locale) o un importante rivelatore dei comportamenti dei consumatori per chi non può permettersi costose indagini di mercato, etc. La logica del gioco in questo caso è estremamente importante per andare a costituire un vera e propria comunità partecipativa che, una volta diffusosi maggiormente questo bizzarro social network, potrà anche migliorarlo e aumentarne le possibilità di uso. Sbloccare i badge, diventare mayor di un luogo, guadagnare più punti o semplicemente migliorare la piattaforma, possono essere degli ottimi stimoli per dare quel piccolo contributo personale che sommato a tutti gli altri va a costituire un’immensa ed importantissima intelligenza collettiva.
Ma non è tutto oro quel che luccica: il poter sapere costantemente gli spostamenti dei propri contatti/amici (opzione disattivabile) è una cosa che mi spaventa abbastanza, anche se non ho uno stalker da depistare; oppure, non sempre i consigli delgi altri utenti sono affidabili (si tende di più a parlar bene di qualcosa, se non si è soddisfatti, ma neanche particolarmente infastiditi, si preferisce tacere); e così via. Insomma, come tutti gli strumenti del web 2.0, se usato bene, Foursquare può migliorarci la vita o semplicente renderci più divertente la noiosa quotidianità, se usato male, può risultare invasivo ed inutile.
Questo ennesimo social network riuscirà mai a prender piede o sarà un altro grosso flop (chi si ricorda di Google Buzz)? Io, proprio non lo saprei dire, ma visti gli ultimi trend, tutti votati alla geolocalizzazione, mi terrei a mente questo nome… E voi che ne pensate?




Ancora non ci sono commenti.