Immaginazione, tecnologia, speranza, inquietudine, sogno, realtà. Queste sono le parole chiave della science fiction, il genere letterario più criticato, bistrattato e incompreso dal pubblico e dalla critica, tornato oggi prepotentemente alla ribalta con il grande successo del film Avatar di James Cameron, dopo una ibernazione/crisi creativa durata quasi dieci anni dall’uscita di The Matrix.
Più che parlare del grande successo di Avatar, al quale hanno lavorato per anni alcune tra le più brillanti menti del pianeta (Terra), in questa serie di (credo) due o tre articoli parlerò della nuova fase del genere fantascientifico rivelatasi finalmente al grande pubblico dopo anni di elaborazione e di evoluzione sotterranea.
A proposito, sapete che proprio questa settimana a Bologna, in occasione del Future Film Festival, Joe Letteri, il visual effect supervisor del film Avatar, presenterà in anteprima il making of del film? Spero che gli appassionati non mancheranno di venire mercoledì 27 alle 19 presso il Future Village di Bologna per incontrare questo geniaccio!
Tornando a noi, se vogliamo cercare di comprendere un po’ di più la fantascienza, dovremmo intanto considerarla come un genere che si è evolulto sin dai tempi di Jules Verne, passando per Isaac Asimov e Philiph K. Dick, solo per citarne alcuni.
Il genere fantascientifico è, infatti, per sua natura obbligato a stare al passo con il progresso umano, anzi, a sopravanzarlo, a immaginarlo e a prevederlo, a volte sbagliando o esagerando. Non si capisce se la fantascienza si sia adattata allo sviluppo tecnologico o viceversa, possiamo però dire che è nata, vissuta; ha avuto il suo momento di massimo splendore, ha agonizzato e ha rischiato di morire; come ogni altra corrente artistica e letteraria ha attraversato fasi e sperimentazioni, più o meno apprezzate, ma sempre connesse con lo sviluppo della tecnologia reale dalla quale il genere trae spunto per le forme e per i contenuti.
Prima di capire che cos’è Avatar e che cosa significa la parola Avatar dobbiamo fare una breve cronologia di eventi partendo dal 1999, anno in cui uscì The Matrix. Questo film dei fratelli Wachowski fu in realtà l’apice di un sottogenere della fantascienza, nato nella seconda metà degli anni ‘80 noto come cyberpunk. Lo sviluppo e la diffusione dei primi computer aprì nella mente (malata) di alcuni giovani artisti una finestra su un mondo virtuale e artificiale, immateriale e di una fisicità diversa da quella terrestre, non per questo meno concreta, che chiamarono cyberspazio.
I cyberpunk, tra i quali ricordiamo lo scrittore William Gibson, immaginavano di poter accedere a questo cyberspazio nel quale ambientavano i loro racconti e immaginavano di potersi incontrare e plasmare un mondo nuovo e senza confini geografici, salvo quelli dei circuiti al silicio.
Ovviamente alieni, robot e mostri mutanti continuarono a far parte del genere fantascientifico e ad essere protagonisti e complici di romanzi e avventure spaziali. Ma, mentre di UFO e di robot si parlava già dagli anni ‘50, il cyberspazio era un nuovo mondo che partiva da zero, la sua scoperta era fonte di speranza per molti, come se fosse un nuovo continente o un nuovo pianeta vergine dove poter iniziare a ricostruire un mondo più giusto e leale. Nel 1993 il cyberspazio iniziò effettivamente ad esistere con il nome di ‘internet’, aprendo realmente un passaggio tra il nostro mondo fisico e una dimensione astratta ed interconnessa in cui non esistevano limiti e distanze.
Presto internet, che i cyberpunk continuarono a chiamare Matrice prese forme e colori sempre più complessi grazie ai linguaggi di mark up fino al punto da poter potenzialmente diventare una realtà molto simile alla nostra (intesa come ciò che riusciamo a percepire con i nostri sensi).
È in questo humus che nacque il film The Matrix, nel quale questa commistione tra vita reale e virtuale arriva a toccare il parossismo, ponendo il problema di quale fosse tra le due realtà quella più reale e concreta e quale delle due vite (reale o virtuale) fosse la più degna di essere vissuta.
Pochi anni dopo, nel 2003, accadde qualcosa che realizzò finalmente le più ardite visioni dei cyberpunk: la Linden Lab inventò Second Life creando realmente, si fa per dire, un ponte verso un altro mondo molto simile al nostro ma con alcune sostanziali differenze, di cui parleremo nella prossima puntata.
Concludiamo anticipando che è dalla comparsa di Second Life che si cominciò a parlare di Avatar, ma di che cosa è un Avatar e di come questo concetto ha fatto rinascere la fantascienza parleremo nella prossima puntata.
A presto gente, e non dimenticatevi dell’incontro con Letteri mercoledì.




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