L'Insopportabile

Le carte

Le carte si spargono sul tavolinetto di plastica. Un tuono che riecheggia sotto i portici di Via Po si diverte ad aggiungere pathos alla scena.

Sembra che tutta Torino sussulti dalle fondamenta fino alla cima della Mole; città della magia, città grigia, città della Fiat.

La cartomante le dispone con casuale perizia una accanto all’altra. Gesti rapidi, sicuri, sguardi ora attenti, ora assorti. Rimango ammirato dal suo studiare quelle figure che io, nella mia ignoranza, conosco solo con buffi nomi, reminescienze di un vecchio telequiz. Lei sa leggere i simboli. La strega vede. La strega sa il mio futuro.
“Sei innamorato?”

Mi spiazza con un punto di domanda che facilmente diventa esclamativo.

“Sì”, rispondo. Confermo.
“Mi parli del futuro, la prego”

La vecchia sospira, un tram sferraglia tagliente sul suo silenzio.

“Anche tu qui a comprare il futuro, ti credevo un ragazzo intelligente”

Scuote la testa.

“Hai così tanto bisogno di futuro, tu? Tu sei lo sciocco, lei è la regina di cuori”

Indica gli arcani disposti sul tavolino, sfiorandoli con le dita inanellate.

“Questa è la torre, e questa è la morte. Tutto qui”

Chiedo se mi sta prendendo in giro, sperando che mi dica qualcosa di più. Ma lei risponde secca che io le ho chiesto il futuro e lei me l’ha mostrato, come fa sempre con tutti. Mi confida che molto spesso escono quelle mie stesse carte.

“Vedi giovanotto, tu chiedi il futuro perché ne hai paura; hai paura per lei e di perdere lei. Cosa vuoi che ti succeda nel futuro?”

“Ho paura di perderla”, rispondo.
“Ma è logico che la perderai. È normale, prima o poi capita”

Che gioia, 20 euro buttati.

Mi ha detto le stesse cose che sapevo, che temevo, che intuivo. La strega mi guarda, severo affetto negli occhi.

“Torna a casa. Tu hai paura del futuro e non ti godi il presente: solo venendo qui hai perso un po’ di tempo che potevi passare con la tua amata, magari lei ne ha pure approfittato”

La vecchia ride maliziosa davanti al mio sguardo atterrito, intanto raccoglie le carte, raduna il mazzo, lo rimescola e mi invita a pescarne una.

“Guarda cosa c’è nel futuro di ogni uomo”

Un fulmine cade sulla Mole e sulla città rassegnata al grigio, mentre una figura nera si allontana veloce lungo Piazza Vittorio con una carta in mano e 20 euro in meno nella tasca.

Pubblicato da mattia Martedì, 2 Marzo 2010

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