L'Insopportabile

Il primo amore

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Sembra minuscola e leggera tra le mie mani grandi, adunche e callose. L’ho ritrovata per caso su una mensola della cantina, lei, la prima, il primo amore che non si scorda mai.

Credo che non ne fabbrichino più da molto tempo, forse da prima che io nascessi. Oggi sarebbe considerato un giocattolo pericoloso e diseducativo, non ha nemmeno il marchio di sicurezza.

La mia prima pistola, una vecchia scacciacani a tamburo, perfetta copia di una Colt a canna lunga: il mio giocattolo preferito. Credo di essere stato uno degli ultimi bambini del mondo che ha giocato ai cowboy.

Lei, assieme ad un bel cappello a tesa larga e ad un antiquato cavallo a dondolo, mi accompagnava per immaginarie praterie, mentre canzoni dimenticate parlavano di un vecchio cercatore d’oro e di sua figlia Clementine.

Ora sembra piccola nelle mie mani, la impugno bene soltanto con due dita, schiaccio il grilletto e mi sorprendo di come il meccanismo a molla, ancora perfettamente funzionante, riesca a far girare il tamburo cilindrico in plastica.

Tempo fa vendevano dei piccoli anelli rossi di sei cartucce con polvere da sparo (completamente innocue) che, se inserite nel tamburo estraibile con un movimento estremamente realistico, venivano fatte esplodere dal grilletto. Già quand’ero piccolo io non era facile trovarne di queste munizioni, penso di averle usate pochissimo. L’effetto però me lo ricordo: il rumore della detonazione non aveva niente da invidiare a quello di una pistola vera, mentre un leggero filo di fumo e talvolta una scintilla facevano tremare la mano e ti rendevano davvero partecipe di un’epopea western che oggi non viene più nemmeno raccontata e sognata.

Vedere oggi la pistola con quella vernice dorata, scrostata dal tempo e dall’uso mio e di mio padre prima di me, è come ammirare un’antica reliquia di un mondo perduto. L’impugnatura in solida plastica nera e lucida, il meccanismo ancora in grado di far girare il tamburo sono tutto quello che resta di un bambino che da grande voleva fare il cowboy.

Ora che è anche passato di moda sognare di fare l’astronauta, chissà se i bambini del futuro potranno ancora sognare, o si limiteranno a vivere secondo un database di processi razionali non dissimili dai computer e dai polli d’allevamento? Chissà se frugando tra le vecchie cose i bambini del futuro ritroveranno il loro primo amore, il loro passato? Chissà se potranno ancora chiudere gli occhi, come sto facendo io, nella scura umidità della cantina per poi riaprirli su immense praterie cavalcando verso il tramonto del lontano West?

Pubblicato da mattia Martedì, 17 Novembre 2009

Commenti:

  1. 1

    non ti resta che rubare una bella honda anni 70 e fare una rapina!

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