L'Insopportabile

Addio alla città

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Un bel giorno mi hai detto che non mi volevi più e da quel giorno ogni tua colonna, ogni tua facciata, ogni tuo cortile, ogni tua osteria, ogni tuo colle è cambiato.
È come camminare dentro un’elaborazione tridimensionale non renderizzata.
Hai perso prima i tuoi colori, poi i tuoi sapori. Presto perderai anche i tuoi volumi.

Cammino ancora tra i tuoi vicoli, ma gli stivali non fanno più risuonare il buio come una volta.
Forse perché le strade sono ormai rovinate da un inverno che sembra non finire mai o forse perché è ora che io cambi stivali, non lo so.

Ci siamo staccati. Qualcosa è cambiato. Tu non sei più tu, stai scomparendo piano piano…
Il nulla ti inghiotte ogni giorno di più.
Spariscono le tue piazze e i tuoi scaloni, ti stai disgregando sotto i miei occhi.

Mi costringi ad andarmene, non mi vuoi più e io ti sento già lontana.

Perché, cara la mia città, che cosa ti ho fatto? Perché mi respingi? Dove son finite le serate con gli amici? Dove son finite le tue dolci ombre? Dove son finiti i baci che mi davi?

Sparisci, e se sparisci non c’è nulla per cui far l’insopportabile, non è divertente non sopportare il nulla.

Mi sto trasferendo pezzo per pezzo altrove. Scusami, ma non posso sopportarti così vuota.

Non so se mi hai tradita tu o se ti sto tradendo io per paura, paura di vederti invecchiare.
Non so se il tuo continuo disfacimento è colpa mia che mi vedo già da un altra parte, o colpa tua che  hai deciso di sparire.

Non voglio vedere le tue inferriate chiuse e le tue stanze piene di polvere. Non riesco già da un po’ a vivere bene in una città che, come te, sta  scivolando via dalle mie dita. Ti sento arida, sento le tue vetrine chiuse, sento che non posso fare altro che andarmene e abbandonarti alla tua entropia.

Perché mi fai questo, perché vuoi recidere il legame? Io ci stavo così bene con te.

Ora devo andarmene.

Spero che, una volta partito, tu la smetta di scomparire e che tu possa essere per qualcun altro un approdo e una casa sicura. Ora mi puoi solo dare qualche provvista per compiere il viaggio? Non vorrai mica farmi andare via a mani vuote?

Voglio conservare un bel ricordo di te, anche se dicevo di non sopportarti, tu lo sai che non era vero.

Spero che oltre a te ci sia qualcos’altro da non sopportare. Spero che mi passi questo trentanove di febbre, con tutti i suoi incubi, tutte le sue ansie e le sue paure.

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Pubblicato da mattia Martedì, 9 Marzo 2010

Commenti E' richiesto javascript per commentare.

  1. 2

    Triste, tristissima ma molto reale. Mi ci ritrovo un po’: però penso proprio che poichè la mia città è malata ha bisogno anche delle mie cure. Lei mi ha cresciuta un tempo e io non l’abbandonerò.

  2. 1

    Bravo Mattia, il post mi è piaciuto molto. Ci hai trasmesso le tue emozioni del momento :)

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