Comincia con questo post, la nostra collaborazione con la prof.ssa Giovanna Cosenza (docente di Semiotica presso il Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università di Bologna) e il suo blog DIS.AMB.IGUANDO. L’idea è quella di analizzare la rappresentazione dei cittadini di origine straniera nella comunicazione sociale e commerciale e nelle fiction italiane.
Dal blog DIS.AMB.IGUANDO
Cominciamo dall’ultima campagna del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per la sicurezza sul lavoro.
Gli spot mostrano situazioni di felicità familiare e affettiva fra persone che svolgono diverse professioni: l’operaia tessile, l’imprenditore, l’agricoltore, l’autotrasportatore, l’infermiera. A tutte dice «Fa’ che questi momenti non restino solo dei ricordi. Quando lavori, pensa a chi ti ama e attende al tuo ritorno».
Buona notizia: è raro che la pubblicità commerciale e sociale italiana rappresentino persone di colore che vivono situazioni di quotidianità e normalità esattamente come gli italiani con la pelle bianca, ma finalmente questa campagna lo fa: l’agricoltore e il suo bambino sono neri e, da come sono vestiti e pasciuti, non paiono affatto sfruttati da qualche forma di caporalato agricolo.
A dirla tutta, però, potrei chiedermi: quanto dobbiamo aspettare per vedere, in Italia come negli Stati Uniti, in Francia e Inghilterra, pubblicità in cui le persone di colore facciano l’imprenditore di successo, il chirurgo, la dirigente d’azienda?
In attesa di un’Italia felicemente multietnica, per ora mi accontento.
Giovanna Cosenza

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