Cross Scritture

In un mondo perfetto

In un mondo perfetto:

sparirebbe la parola “Dio”,

così potremmo tornare ad essere adiacenti sui materassi senza lenzuola

 e smetterebbero di crollare le pareti, intrise dei nostri umidi peccati;

si diffonderebbe la parola “libertà”,

così che le anarchie dei popoli sfondino i cancelli di un falso perbenismo arrugginito;

si crederebbe di più alla parola dei teatranti di strada,

così che la commedia dell’arte resusciterebbe dalle viscere del terreno,

ed i teatrini scalcinati di burattini senza occhi (specchi infiniti di anime senza tempo)

verrebbero spazzati via dalle streghe dell’est;

nascerebbe la parola “surrenarchico”,

un mondo visionario di surrealisti magrittiani governato dall’esasperazione libertina del fuoco dell’anarchia.

In un mondo perfetto:

sparirebbe la parola dei telegiornali,

così gli uomini riaccenderebbero la radio, imparando a godere veramente delle soste delle stazioni;

si diffonderebbe la parola “viaggio”,

così voi tutti smettereste di porvi obiettivi su altri obiettivi,

realizzabili, impossibili, imperfetti, vi guardereste intorno cercando di capire dove siete dimenticandovi (dimenticatelo!) dove state andando, e così gruppi di persone comincerebbero a prendere gli autobus solo per arrivare al capolinea e tornare indietro;

si crederebbe di più alla parola “movimento”,

così nessuno rimarrebbe più statico e le menti girerebbero, danzerebbero, piangerebbero;

nascerebbe la parola “marore”,

l’odore del mare sarebbe il nostro archè, facciamoci cullare dalle conchiglie di salsedine, concentriche bugie.

Alice Elia, 17 anni

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dall’atelier di scrittura creativa - ottobre 2010 - condotto da Gaia Roncarelli

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Pubblicato da Redazione Martedì, 7 Giugno 2011

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