Cabina di Regia

La normalità di Via Padova che non fa notizia

Qualche giorno fa la notizia sui giornali dell’uccisione di un giovane d’origine egiziana in Via Padova a Milano con conseguenti episodi di violenza e di saccheggio. La stampa e la politica non si sono fatti scappare l’occasione per parlare di insicurezza, di immigrati che portano violenza, di assedio e molto di più.

tunja.jpgAvevo parlato di via Padova, nel mio primo post del 2010 raccontando l’esperienza della straordinaria Orchestra di Via Padova. Nel loro sito hanno voluto dire la loro, in quanto residenti, sugli avvenimenti degli ultimi giorni. Credo che il loro punto di vista valga più di mille articoli sui giornali.

In questi giorni vengono dette tante cose su Via Padova, sull’integrazione e sull’intolleranza.
Vista dal di fuori la nostra esperienza di condivisione sociale e culturale viene vista come qualcosa di eccezionale, di unico. Non è così.
Noi siamo lo specchio di quello che non si vede nei telegiornali, delle persone normali, che vivono e convivono.
Delle mamme che portano i propri figli a scuola e poi si prendono un caffè al bar insieme, senza accorgersi neanche che magari una mamma è italiana, l’altra marocchina e l’altra peruviana, e il barista è cinese.
Nessuno se ne accorge perché è la cosa più normale di questo mondo, e le cose normali non fanno notizia.
Quello che è successo è tremendo: per futili motivi è scoppiata una rissa e un ragazzo ha accoltellato un altro ragazzo.
Nessuno parla di questo perché è molto più d’effetto mettere il dito su uno scontro inter-etnico che in realtà non esiste fra le persone che quotidianamente lavorano e vivono in pace.
Dopo questo fatto, pochi facinorosi, indisturbati, hanno incominciato a devastare. Per ore hanno agito liberamente e impunemente lasciando credere che Via Padova sia quella cosa lì.
Loro erano qualche decina, Via Padova è 4 chilometri e mezzo di case piene di persone.
Noi, insieme agli Amici del Parco Trotter chiediamo che il Comune non ci mandi solo l’esercito, ma soldi e risorse per risanare le scuole, assistere gli anziani, i giovani, i bambini, creare spazi di incontro e socialità, migliorare la vita del quartiere e renderla più sicura dal punto di vista, prima di tutto, sociale.

Pubblicato da Silvia Storelli Mercoledì, 17 Febbraio 2010

Commenti:

  1. 2

    grazie per suo contributo.big respect.un straniero.

  2. 1

    Grazie per questo post!!

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