Cabina di Regia

Il videoclip dell’Orchestra di Via Padova

Con grande piacere vorrei parlarvi dell’Orchestra di Via Padova in occasione della pubblicazione online del loro primo videoclip “Tunjà” tratto dall’omonimo CD.

Il video è una sorta di presentazione di tutti i musicisti del gruppo, con un finale a sorpresa che fa ben capire come la pensano quelli dell’Orchestra in merito alle politiche sulla sicurezza!

Regia di Claudia Cipriani, musica di Abdullay Taorè/Massimo Latronico, cantanta da Abdullay Traorè e eseguita dall’Orchestra di Via Padova.

L’Orchestra di Via Padova di Milano, nasce nel 2006 sull’esempio della leggendaria Orchestra di Piazza Vittorio di Roma, ovvero nasce da un luogo complesso e difficile: la zona di via Padova. Si tratta di un luogo con una massiccia presenza di cittadini immigrati, un luogo quindi ricco di storie, di conflitti sociali, ma anche di convivenze solidali, ricco di gente di passaggio e soprattutto ricco di musicisti professionisti provenienti da tutto il mondo.
L’Orchestra è principalmente un progetto artistico e culturale, con una forte connotazione di carattere sociale, che è nato dal basso e in maniera spontanea dalla volontà di un abitante di via Padova: il musicista Massimo Latronico (che, non a caso, è anche un educatore). Max ha saputo mettere insieme un gruppo eterogeneo di 15 musicisti, valorizzandone le differenti sensibilità artistiche, le professionalità e la voglia di comunicare.Dal mio punto di vista, un progetto del genere ha molto più valore e più sostanza dei troppi progetti, cosiddetti “interculturali”, calati dall’alto, che mirano a mettere insieme “le culture altre” senza, in realtà, favorire dinamiche di scambio e di relazione fra le persone.

Nella presentazione del loro sito si legge “Via Padova è quel luogo dove tutto succede e tutto si dimentica in fretta… per sopravvivenza. Tutti passano con la loro storia, i loro ritmi, i loro colori; ma senza fermarsi. L’Orchestra è nata con la voglia di lasciare un segno in questo luogo, un segno diverso che vuole essere una sorta di diritto di cittadinanza a chi, per esprimersi, è costretto a vagare in continuazione. È composta da musicisti professionisti italiani e stranieri che, per i motivi più diversi, hanno attraversato la zona compresa tra via Padova e viale Monza. Alcuni sono riusciti a fare il proprio lavoro in Italia, altri sono costretti a fare mestieri diversi per potersi mantenere. Ma nessuno ha perso il proprio bagaglio culturale e professionale.”

:-)

Pubblicato da Silvia Storelli Lunedì, 11 Gennaio 2010

Commenti:

  1. 1

    Nice Nice! Ciao raggazzi/e

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