A volte mi sento come un palloncino leggero, leggero, ma così vuoto, così inconsapevole di quello che vuole e di quello che sente, lontano anni luce da sè e dai suoi problemi…
Questa sensazione apparentemente può sembrare piacevole, ma vi assicuro che non lo è. Mi sento come un soffione al vento, trascinata dalle brezze, fiacca, apatica, senza alcuna forza né decisione nello scegliere a quale brezza piegarmi, quale scia d’aria seguire; sento le situazioni scivolarmi sulla pelle d’oca (unica emozione che si lascia intravedere debolmente), ma io rimango immobile, guardo lontano come non potessi farne a meno, schiacciata da un inconscio ereditario così ingombrante ma così sincero.
Sto ascoltando un brano pieno di violini, e ora mi sembra veramente di essere quel soffione, in quel campo chissà dove, in un familiare pomeriggio bluastro di inizio autunno, che sicuramente un giorno ho vissuto.
Eccomi qui, tra tanti anonimi ed indifferenti fili d’erba, una formica mi sta scalando per poi ricadere ad ogni capriccio del vento, e io qui, in un silenzio millenario, atavico, atarassico.
Probabilmente passerò tutta la mia vita così, ma impazzirò? Verrò calpestata da un bambino che corre sudato dietro a un pallone o da un cane curioso e distratto, in cerca di un albero su cui imprimere il proprio possesso? Un colpo improvviso dell’aria frizzantina che è scesa questa sera mi strapperà parti di me, lasciandole volare via, o sarà sempre quello stesso bambino, sadico e spensierato, che mi strapperà da qui per giocare con me, soffiarmi addosso tutto il fiato che ha per vedermi morire e poi, deluso, farmi cadere a terra inerte?
Che speranze ha un soffione? Quali desideri, quali aspirazioni? Io elenco sempre solo le paure, le angosce, le preoccupazioni più strettamente concrete. Perché non guardo oltre, non m’innalzo più su?
Ecco, forse un soffione aspetta e basta, paziente: attende di volare. Sa che prima o poi si staccherà da terra, verrà strappato dal vento e inseguirà le nubi, finalmente libero e nitido agli altri e a se stesso. Allora ecco quello che mi metterò a fare anch’io: aspettare. Senza ansie, senza angosce, senza proiezioni inutili, quel che sarà, sarà.
Attendo, e, sono sicura, prima o poi volerò anch’io, sorretta dal vento.
Mi è rimasta impressa nella mente una poesia di nonsochi, e forse voi potrete aiutarmi a ricordare e ad identificarne l’autore.
La poesia diceva più o meno così:
“Vedere il mondo
in un granello di sabbia
E il cielo
in un fiore di campo,
Tenere l’infinito
nel palmo di una mano
E l’eternità
in un’ora.”
Un piccolo, fugace pensiero, una sensazione istantanea e rivelatrice per sentirsi parte di un tutto, per sentire la vita che vibra intorno a sè, dietro a sè, sotto e sopra di sè, dentro e fuori di sè; sentire di essere una molecola in un mare immenso di vite, problemi che spesso sono gli stessi, gioie e dolori più che condivisibili, in quanto fondamentalmente coincidenti.
Vorrei imparare a sentire la vita anche in un soffione, forse vorrei proprio imparare a sentirmi quel soffione, ad esserlo, a comportarmi come lui, con quella sicurezza marmorea di chi ha radici profonde anche se non lo si sospetterebbe, una sicurezza che ha il sapore di chi sa di non sapere nulla e sa che la vita è tutta qui, un non sapere continuo… sì, vorrei tanto imparare a “vedere il mondo in un granello di sabbia, e il cielo in un fiore di campo”, vorrei tanto vivere come un soffione.




oh, tesoro, grazie! è un bellissimo commento, non me lo aspettavo proprio! che dire, un po’ mi commuovo alle tue parole, un po’ sono confortata dalla consapevolezza di avere come amica una persona tenera e affettuosa come te! ancora grazie, anch’io ti voglio un gran bene, e sono lieta di averti accanto mentre aspetto di volare
ciao ricciola mia leggendo questa bellissima lettera mii è venuto la pelle d’oca e la lacrimuccia sai come sono.devo dire che non sembre possiamo vedere la nostra vita rosa e fiori ma vedondo te mi sembra di vedere una ragazza, una amica forte capace di trasmettere la sua gioia,la sua voglia di stare insieme alle altre persone ti rendi disponibile.cose che solo tu fai ti distingui dagli altri..tesoro ogni cosa ha il suo momento bisogna solo avere speranza e fiduccia,e ne fra tempo che aspetteri io aspetterò con te.ti voglio un infinità di bene.un bacione dalla tua nerina.
grazie mille per avermi svelato l’arcano (che in realtà sospettavo anch’io, ma avevo paura di essermi sbagliata e, nel caso, di fare una figuraccia), ma anche, soprattutto, grazie di avermi letta e apprezzata
La poesia è di William Blake. Brava!