Ci divertiremo, vedrai. Partiremo in una mattina di metà luglio, assonnati ma ottimisti. Passeggeremo tra i gotici decori aguzzi di Plaza de la Virgen, litigheremo sotto la geometria imponente delle torri del Serranos per poi fare pace durante la siesta. Ci rimpinzeremo di paella e berremo beati tutta l’ombra possibile che potranno offrirci i tetti e i tendoni della città durante la canicola. Tu riderai del mio inesistente senso dell’orientamento, io prenderò in giro la tua patetica, imitata, pronuncia spagnola. Io sbufferò per il caldo mentre tu mi trascinerai da un capo all’altro di Valencia, tu ti rassegnerai ad ogni mia sosta di fronte a qualsiasi bancarella. Tu sarai geloso di uno sguardo impertinente nell’allegra confusione della movida, io ti strattonerò tutte le volte che ti volterai ad ammirare una bella sottana valenciana. Ci divertiremo, vedrai.
E che dire del viaggio da Valencia a Siviglia? Urlerai perché sono lenta a prepararmi e perderemo il treno, io mi lamenterò che non mi presti attenzione mentre sei intento a cogliere l’attimo in una fotografia. Nell’afa che entra dai finestrini spalancati del vagone, io vorrò sapere il tuo parere sui massimi sistemi dell’universo quando tu vorrai leggere, tu vorrai chiacchierare quando io sto ascoltando la musica. Una volta arrivati odierai le ore eterne che passerò in bagno, ti disgusterà il mio disordine così poco d’accordo con il tuo rigore mentale, detesterai la mia ossessione per l’abbronzatura. Io ti canzonerò per la tua proverbiale razionalità, ti sedurrò durante la siesta e avrò voglia di tango. Fingeremo di ballarlo su un marciapiede notturno? Prendimi, fammi girare la testa e gettami in un perfetto casquet. Promettimelo! Ci divertiremo, vedrai.
Nella città moresca ci perderemo lungo i viali di aranceti che condiscono il cielo con il loro inconfondibile profumo. Ci immagineremo le corride e ci sdegneremo per la moria dei tori. Ci abbufferemo di tapas in una stretta viuzza lastricata. Ci scatteremo fotografie spiritose davanti a fontane limpide e balconi in fiore, ci baceremo negli edenici e silenziosi cortili tra gli intarsi segreti dei palazzi arabi. Ammireremo i minareti travestiti da torri-vedette mentre io sfoggerò orgogliosamente, turista fino al midollo, una rosa tra i capelli e un ventaglio di pizzo nero. A cena sarai esasperato dai miei intenti dietetici crollati di fronte alla prima coppa di crema catalana, ma io ti intenerirò parlando a bocca piena. Ci faremo rapire dal crepuscolo, dalla luna e dagli acquazzoni estivi. Ci prenderemo per mano, ci abbracceremo, ci spintoneremo, ci accarezzeremo, ci rincorreremo e ci nasconderemo. Tu mi farai gli agguati dietro ogni angolo, io mi arrabbierò, segretamente commossa dalla tua infanzia giudiziosa ma senza fine. Ci divertiremo, vedrai.
Quelli che oggi sono sguardi al cielo grigio e pensieri a precipizio, liti telefoniche e gelosie personali, ‘Per me è importante’ alla radio durante la tua distanza fisica ed emotiva, li dimenticheremo in fretta e ne rideremo, vedrai. Presto ci lasceremo immergere da queste speziate, torride vacanze spagnole.




aaaaaahhhh, che aria di vacanza… mi hai fatto rivivere meravigliosamente quei luoghi.. se ci sei riuscita prima di partire, chissà quando sarai lì! ma non è che ci sei già stata e non te lo ricordi? mah.. comunque, buone vacanze a tutti!!!!
Grazie mille, Queenia!!! Ricambierò presto il commento a uno dei tuoi bellissimi post, promesso! un bacione grande grande
Bello,vivo e veloce.
mi è piaciuto moltissimo!
grazie grazie grazie! tanti baci, cara
questo si che è un inno all’amore.
commossa.