AIAGAIA

Una banale e piovosa giornata qualunque

Carlo guarda intensamente Sofia. La ragazza, appena conosciuta durante la lezione del mattino, è seduta di fronte a lui sull’autobus. Sembra una persona molto interessante: è dotata del classico fascino proprio delle persone non particolarmente belle, ma così intelligenti da non preoccuparsene affatto. Ribelli ciocche biondo cenere aiutano la sua sciarpa verde a coprirla dal freddo, grandi occhi neri, immobili e imperscrutabili come quelli dei coccodrilli nelle paludi, guardano la pioggia fuori dal finestrino, un neo d’ebano si adagia sotto l’occhio sinistro e da una fila simpaticamente storta di denti stilla una voce profonda e spesso pacatamente ironica, che non teme confronti nè silenzi.

Sofia lo ha ammaliato. I suoi gesti rari e lenti, le espressioni cariche di un significato tutto suo, il suo parlare così acuto e mai banale, tutto le dà un’aria da regina vissuta, tanto che pare che la ragazza sia seduta al centro del mondo, e ogni oggetto, pianta, persona, animale sembra gravitarle attorno. Proprio non può credere che lei invece sia seduta su un comune autobus, in una banale e piovosa giornata qualunque, a parlare con un ragazzo comune e qualunque come lui.

Carlo, dall’alto del suo nasone sormontato da un paio di occhiali un po’ troppo ingombranti e vintage (palese eufemismo), si sforza di apparirle affascinante e misterioso anche solo la metà di quanto non lo sia lei, ma teme che i suoi sforzi siano vani: la conversazione ormai langue da parecchi minuti, è rimasta sospesa sul commento riguardo a un docente strambo della loro facoltà senza riuscire a sbloccarsi; eppure Carlo all’inizio era stato bravo, aveva evitato di soffermarsi più del dovuto su argomenti scontati come il tempo, i loro segni zodiacali e le lezioni universitarie in comune, aveva puntato dritto al tema ‘hobbies & tempo libero’, un argomento di conversazione comunemente giudicato piacevole e prolifico, senza contare il possibile quanto allettante sbocco successivo su un’eventuale richiesta di appuntamento…

Ma niente, il dialogo ha tutta l’aria di essere morto e sepolto. Sofia fissa disinvolta il cielo bianco e i pedoni ingrigiti, ogni tanto si volta verso di lui e gli sorride, poi torna a farsi rapire dalla colonna sonora dei suoi pensieri, neanche fosse qualcosa di imperdibile e riservato solo a pochi eletti.

Poi, però, quando Carlo, finalmente ispirato dal paesaggio che scorre tra loro, sta per avventurarsi in una quanto mai brillante dissertazione sull’ inesistente capacità di parcheggiare di alcune persone, ecco che accade la svolta: improvvisamente Sofia si volta verso di lui, lo scruta scientificamente, e abbassando immediatamente lo sguardo gli dice: “Ma lo sai che i tuoi occhiali ti danno un’aria molto interessante? Hai buongusto, stai bene così…”.

Carlo è senza parole. La brillante dissertazione è andata in pappa, i secondi scorrono silenziosi e la sua mascella è ancora drammaticamente spalancata.

Allarme rosso, figura di merda attivata.

Poi improvvisamente si riprende e bofonchia un sommesso e arrossito “Oh, grazie…”, ma senza smettere di ammirare con enorme sorpresa e sollievo l’inaspettata timidezza di Sofia. Ad un tratto i suoi gesti non paiono più rilassati, ma gli si rivelano piuttosto impacciati e nervosi, il suo silenzio è carico di imbarazzo e non di mistero, la sua voce non è indifferente e distante, ma solo timida e, soprattutto, molto più interessata di quanto avesse capito fino ad ora.

Gli basta questo, solo questo. Largo sorriso, cuore pallidamente più fiducioso, ed ecco che Carlo riprende la conversazione in maniera molto più spigliata e disinvolta, senza temere confronti nè silenzi, rischia addirittura di sembrare simpatico.

Sofia ora ha distolto l’attenzione dal paesaggio. Lo osserva parlare e sorride dentro di sè, incredula di come un ragazzo così simpatico e gentile e dagli occhiali così fascinosamente fuori dal comune possa aver piacere di parlare con lei. Lei, una ragazza così comune e qualunque, su un autobus comune, in una banale e piovosa giornata qualunque.

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Pubblicato da Gaia Roncarelli Mercoledì, 5 Agosto 2009

Commenti E' richiesto javascript per commentare.

  1. 3

    grazie, grande sorella!! e grazie anche a un guido qualunque ;)

  2. 2

    e noi abbiamo Gaia in campo…signori miei non c’è partita!!!!!
    Grande sorella.

  3. 1

    che bel racconto, te lo dice uno qualunque…: )

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