Ci sono giorni in cui ci si sente strani, quasi sopraffatti dalla voglia di essere tristi.
Ecco, “strani” non è propriamente la parola adatta, semplicemente si percepisce una sottile malinconia, un silenzioso desiderio di romanticismo e di sogni ad occhi aperti, un certo piacere nel commuoversi, magari davanti ad un bel film toccante (e magari un po’ scontato, ma per questa volta va bene così), o seduti sul letto con il naso immerso in un bel libro, di prosa o di poesia poco importa.
E’ in un giorno come questi che, piacevolmente tormentata dalle note della bellissima canzone “La Donna Cannone” di Francesco De Gregori, ho ripensato ad una dolcissima fiaba scritta e recitata da Antonio Albanese (con l’accompagnamento al pianoforte di Nicola Piovani) durante il programma “Che tempo che fa“: non è altro che la storia d’amore tra un Uomo-Bomba ed una Donna-Cannone, un vero e proprio inno alla potenza come al solito erroneamente sottovalutata di questo sentimento, nonchè una speranza di pace e di un futuro senza più fanatismi e violenze di alcun genere.
Impossibile non commuoversi, ve lo prometto.
“Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno,
giuro che lo farò,
e oltre l’azzurro della tenda nell’azzurro io volerò.
Quando la donna cannone d’oro e d’argento diventerà,
senza passare dalla stazione l’ultimo treno prenderà.
E in faccia ai maligni e ai superbi il mio nome scintillerà,
dalle porte della notte il giorno si bloccherà,
un applauso del pubblico pagante lo sottolineerà
e dalla bocca del cannone una canzone suonerà…”




Anche se quella con Piovani è notevole, io preferisco la versione con il trio di musicisti, più teatrale più intima http://www.youtube.com/watch?v=YuWr6Ix4qyQ
Geniale Albanese!