Cara Gaia,
ti scrivo questa lettera perché sento che sei in un momento difficile della tua vita. Vedo la solitudine che ti sopraffà senza che nemmeno ti accorgi di quello che ti circonda.
Ti scrivo perché voglio risollevarti da questa malinconia esistenziale, ti scrivo perché voglio accarezzare le lacrime che ormai qualsiasi silenzio della tua stanza, qualsiasi canzone dimenticata e vecchia fotografia, qualsiasi pensiero a una te passata ti rubano ogni sera. Voglio accarezzarle fino a lavarle via.
Ti scrivo perché voglio incoraggiarti, voglio che torni determinata e creativa, voglio che ritrovi le storielle che hai perso per strada, le metafore che hai dimenticato in qualche tasca, l’ironia che, chissà perché, hai chiuso in un cassetto chissà dove. Voglio ricordarmi della tua risata e della vocina euforica che si ripeteva: “Non sono mai stata così bene”. Sì, perché la Gaia del passato è ancora quella del presente, vive dentro di te. Ci riesci, so che ce la puoi fare, basta che ci credi.
Ti scrivo, però, anche perché so che è difficile mascherare i problemi, settimana dopo settimana, dietro un tenero raccontino, un’ironica descrizione, una sentita poesia; so che la figura della compiaciuta cantastorie settimanale, che ogni sette giorni, esami o non esami, drammi interiori o meno, era sempre qui, sempre pimpante, profonda e più originale che mai comincia ad andarti stretta. È per questo che ti scrivo: per dirti che non è necessario fingere, non te lo impone nessuno. La perfezione non esiste. Ascolto in silenzio i tuoi patetici “è tutto a posto”, quando da troppo tempo pensi non sia così. Come posso dialogare con te? Come alzare la voce per farmi sentire? Allora ho pensato che era meglio scrivere, ripartire proprio da dove hai smesso. Tanto, le parole nero su bianco ti sono sempre piaciute più di quelle pronunciate. E così sia.
Cara Gaia, chiudi gli occhi e ascolta il concerto del silenzio, ti ricordi che il silenzio non esiste? Non sei sola. Ripercorri con la mente questa giornata di studio asfissiante, ma anche di irriverenti risate tra amiche in una libreria del centro. Perché oggi c’erano anche quelle. Rievoca il calore che avevi dentro mentre ridevi con loro. Era reale. Sogna le vacanze di quest’estate appena sbocciata. Ripetiti che tu vai bene così. Io ti canterò sottovoce “con me non devi essere niente” e ti cullerò, perché non si è mai troppo vecchi per farsi cullare. Ti coccolerò, tu intanto impegnati a voler bene a te stessa. Ed ora un respirone profondo, proprio come ti diceva la pediatra quend’eri bambina, e via quelle lacrime. Ecco fatto. Stai meglio, vero? Andrà tutto bene, te la caverai alla grande come sempre, ne sono certa.
In bocca al lupo, carissima mia. Ti voglio bene.
Gaia
Tags: affetto, confessione, conforto, consolazione, Gaia, incoraggiamento, lettera, malinconia, me, me stessa, passato, pensieri, presente, rassicurazione, riflessione, stessa, tristezza


Grazie!!!
Stupenda. Mi sono commossa, complimenti!
Non finirò mai di ringraziarti, azeb, e tu sai perché…
perchè arriva un momento della vita in cui bisogna fare silenzio.
è da li che scocca la magia del cambiamento.
Grazie mille! il tuo commento mi fa davvero piacere
che meraviglia gaia…