Odore. Seduta sul seggiolino del passeggero, attende il papà, che fuori dall’auto si dilunga in chiacchiere con il benzinaio, e intanto si gusta la “puzza” irresistibile della benzina.
Tatto. Anche ad anni di distanza dall’accaduto, rimane indelebile il calore fulmineo sul suo palmo, sbadatamente appoggiato al forno acceso: che pianti!
Gusto. Sapore dolciastro e nauseante: tra smorfie e conati di vomito, mi giro e guardo con disgusto l’odioso sciroppo alla fragola.
Vista. Ragnatele ovunque, la luce filtra appena tra rami e foglie, una palla ormai bucata che pensavo di aver perso: ma come viene in mente di giocare all’esploratrice dentro ad una siepe?
Udito 1. Mia sorella, da piccola la chiamavano “la Sirena”, come quella che urla sul tettuccio delle ambulanze… I pianti notturni, isterici e senza fine, sono ancora nell’aria.
Udito 2. Ho abitato per anni accanto ad una ferrovia. Lo sferragliare dei binari e il rombo dei treni ad alta velocità ha scandito da sempre le mie corse nel prato e i miei giochi di bambina.





Ah ecco!
Questo scritto è l’esito di un esercizio di scrittura creativa fatto durante l’atelier “Le Rose del Luxemburg” all’ITC Rosa Luxemburg!
Non ho compreso bene il senso profondo di questo scritto ma mi sono riconosciuta nell’udito 2: Abito proprio adesso accanto ad una ferrovia~~~ !! ; )