AIAGAIA

I cicli dell’acqua

Camminavo tra le spighe ambrate ormai da un’ora osservando i miei unici compagni, un cielo esausto e i miei sandali sulla terra sassosa. Sapevo di polvere, vento e paglia, le mie orecchie erano piene di ronzii d’insetti, di frusci misteriosi nel grano, di miagolii di gatte in calore. Mi ero riempita gli occhi di silenzio perché è solo questo che voglio, ultimamente. Un silenzio da arredare, dove è possibile amarsi, odiarsi, ridisegnarsi, riuscire finalmente a sentire la poesia dentro di sè, quella che a me sfugge da un po’. Un silenzio che ti fa compagnia o che ti abbandona ai tuoi fantasmi, un silenzio arido o rassicurante, sicuramente chiarificatore. Questo foglio bianco che voglio intorno a me è fondamentale, deve stanare la mia vocazione, le mie opinioni e i miei sentimenti, le mie debolezze e i miei punti di forza. Solo la certezza di essere sola può garantirmi che il frutto di questo isolamento interiore, questo parto necessario, sia tutta opera mia, sia solo ed esclusivamente Gaia che viene allo scoperto. Devo fare pulizia interiore, devo cacciare fuori tutte le chiacchiere foranee dalla mia testa, devo riappropriarmi delle mie stanze e finalmente sentirle mie.

Camminando nel frumento riflettevo su quante voci, anche involontarie, influenzino da sempre le mie scelte, i miei gusti, i miei pareri spaventosamente mutevoli e fragili. Quante frasi, volute o casuali, hanno cambiato il mio cammino in modo sostanziale o anche solo per un breve tratto. Specchiandomi nelle nuvole mi scopro neonato, mi rivelo bussola in corsa. Per questo ho bisogno di fermarmi, di nascere e, finalmente, crescere, esistere. Ho bisogno di fermare il tempo e di viverlo lentamente, ho bisogno di fermare le parole e di riflettere su ciascuna di esse, su quello che significano per me o che, forse, non hanno mai significato. Ho bisogno di fermarmi in una stanza, guardare in silenzio da una finestra, osservarmi allo specchio. Ho bisogno di vedermi, per la prima volta.

Mentre passeggio in questo campo di giada e topazio, capisco che quello che voglio sarà doloroso. Questa sarà la mia prima prova perché è la mia prima decisione, la mia prima scelta, con la sua conseguente, adulta responsabilità. La mia è una sfida ardua fin dal primo ostacolo. L’obiettivo è la scoperta di me stessa, di quello che penso e voglio veramente, non di quello che ho sempre pensato di volere, che ho sempre creduto pensassero e volessero da me. La bussola è un oggetto meraviglioso, ma ad un certo punto deve diventare direzione, viaggio, orizzonte. La freccia, altrettanto, è superba, affascinante nel suo volo, ma è un semplice legnetto, senza il suo arcere. Sono fluida e superficiale come l’acqua: non smetterò di esserlo, voglio solo imparare a farmi anche pietra calcarea, a concretizzarmi, a consolidarmi. Solo così potrò tornare serenamente, ogni volta che lo vorrò o che me lo concederò, ad essere acqua che scorre tra le rocce, seguendo ora un’indicazione, ora un’altra, ora una deviazione, ora un sottopassaggio, ma questa volta solo apparentemente molle e plasmabile nelle mani del mondo, questa volta inafferrabile, ancorata alla propria natura indeformabile. Una bussola che, anche se indica tutte le direzioni possibili, è cosciente della sua, e capace di modificarla a suo piacimento.

Semplicemente, voglio diventare artefice della mia vita, e consapevole di esserlo. Quindi, per carità, ora fate silenzio.

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Pubblicato da Gaia Roncarelli Mercoledì, 9 Giugno 2010

Commenti E' richiesto javascript per commentare.

  1. 6

    Non posso che esserne contenta!!! :D Grazie

  2. 5

    :-) Cara Gaia, sono molto orgogliosa di te :-)

  3. 4

    ahahaha, magari andasse così! Un bello scatto in avanti, rapido e immediato, è proprio quello che ci vuole.. :)

  4. 3

    Silenzio..CIAK!..si cresce..

  5. 2

    Ci proverò… intanto grazie.

  6. 1

    l’acqua che scorre e che da vita, il vento che smuove ogni cosa, la pioggia che arrogante bagna ciò che vuole, le nuvole dispettose che cambiano forma. questi sono i ribelli della natura. soli nel loro viaggio e potenti modificatori del nostro
    vai Gaia, cuore ribelle e deciso.

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