Fiocco di neve era un fiocco di neve. Scendeva lieve, lieve (come la canzone) giù dal cielo, rigorosamente quando gli veniva richiesto. Veniva pagato esattamente 4 sterline a caduta, una miseria, considerando che per ogni nevicata lui e i suoi colleghi potevano cadere solo una volta, ovviamente. Per la prossima caduta, Fiocco di neve doveva aspettare il primo pallido raggio di sole che si affacciava giocondo (che cazzo ci aveva da ridere, lui, che se ne stava lassù, e non doveva ammazzarsi di sotto come tutti loro), per poi evaporare e risalire su per l’aria sempre più frizzantina, fino a diventare gelata, e da lì attendere pazientemente la prossima tempesta di neve. Una faticaccia immane per quattro soldi, insomma.
Durante una di queste nevicate, Fiocco di neve si rifiutò di buttarsi di sotto. “Basta, faccio sciopero”, si disse, e, gettando nell’aria il suo paracadute, tra lo stupore generale degli altri fiocchi di neve, tornò a stravaccarsi imbronciato sul suo pezzo di nuvola. Mentre era lì che borbottava tra sé e sé “non è possibile, non si può andare avanti così”, “tanto sgobbare per una miseria, è una vergogna” e “ma ora basta, lassù mi sentiranno”, ecco che comincia a venirgli l’idea di coinvolgere tutti gli altri suoi colleghi, perché in fondo un fiocco di neve isolato come lui può fare ben poco: invece, tutti insieme, possono far valere davvero i loro diritti, mai presi in considerazione.
Ecco, quindi, che Fiocco di neve diventò un predicatore: nel breve arco di due ore (giusto il tempo di una fioccata in piena regola), riuscì a seminare il seme della rivolta nelle ottuse menti dei suoi seguaci, che alla fine costituirono circa 15.000 unità. Come fece in così poco tempo a diffondere le sue idee ad una folla così grande? Beh, è risaputo che i fiocchi di neve siano sempre stati dei veri assi nel giocare a Telefono Senza Fili… Se no, secondo voi come passano il tempo per tutto il resto dell’anno?
Insomma, la spedizione dei 15.000 decise di restarsene dov’era, ciascuno appollaiato sul proprio cuscinetto di vapore acqueo, tutti cantando all’unisono “Verrà il giorno di nevicate perenni e il nostro popolo gioirà“: era da millenni che non si sentiva un’unione così radicata tra i batuffoli bianchi. Finalmente, l’idea di libertà e di riconquista dei propri diritti tornava a raffreddare le folla cristallina, da troppi secoli, ormai, sfruttata senza sosta dal Regno dei Cieli.
Ecco, infatti, che la loro protesta cominciò a riscuotere le sue conseguenze: poco dopo, la CONAD, la Congrega Adamantina (eh già, non sapevano che la corrispondente sigla terrestre fosse una modesta catena di supermercati), ricevette una furiosa lettera di protesta dalla Santa Klaus s.p.a., firmata da Babbo Natale in persona, che ordinava loro di rimettersi immediatamente al lavoro, perché un Natale senza neve non era Natale, perché già il Babbo loro capo doveva sudare per tutto l’emisfero boreale nel distribuire regali e si rifiutava di infradiciarsi anche nell’altro emisfero, perché così avrebbero tolto il sorriso a un sacco di bambini, che in breve tempo si sarebbero dimenticati del Natale e non avrebbero più comprato le solite cavolatine, smettendo di farcire di bigliettoni le golose casse della Santa Klaus s.p.a. In conclusione, la ditta minacciò il loro sindacato di rivolgersi direttamente al Regno dei Cieli e avrebbe spinto per vietare a tutti i disobbedienti una qualsiasi garanzia sul lavoro.
I fiocchi di neve, inferociti, risposero che ormai era finita l’era dello sfruttamento dei batuffoli bianchi, che ora loro, i membri della CONAD, avevano fatto risorgere un sentimento patriottico che da troppo tempo era stato dimenticato, e che questo orgoglio popolare ormai non poteva più rimanere sepolto ed inascoltato, ma, anzi, li avrebbe spinti alla lotta, e, se necessario, fino alla morte, pur di farsi valere come maggioranza che necessita di diritti. Il tutto, firmato da Fiocco di neve in persona.
La lotta si protrasse per mesi, praticamente per tutto l’inverno, che venne completamente compromesso. A dire la verità, gli ominidi dell’emisfero boreale non erano poi così scontenti: gite per l’Europa, soggiorni marittimi e noleggio di barche e gommoni aumentarono sensibilmente, tra lo sgomento di scienziati e metereologi che gridavano alla catastrofe, al punto di non ritorno dell’effetto serra e al disastro del riscaldamento globale che ormai si era attuato nella peggiore delle previsioni. Per una volta, ci avevano visto giusto i climatologi allarmisti. Vennero immediatamente varate le leggi anti-idrocarburi su cui per troppo tempo si era discusso senza intervenire, nonostante le continue proteste degli economisti, che dicevano semplicemente che il clima era cambiato perché la Terra si stava evolvendo; mille accordi internazionali vennero firmati alla velocità tumultuosa di un valzer concitato; alcuni imprenditori, anche se in netta minoranza, si convertirono al movimento ecologista, dannandosi per il loro passato di distruttori della Terra.
Durante tutto questo tribolare umano, tra le nubi candide e apparentemente pacifiche del Regno dei Cieli si era appena conclusa una guerra, vinta in modo trionfale dai fiocchi di neve, che erano riusciti a ottenere i principali diritti per cui scioperavano: una paga a caduta di ben 10 sterline, la possibilità di ripetere ben quattro cadute a nevicata, diminuendo l’attesa tra una caduta e l’altra con la semplice collocazione di ogni singolo batuffolo in diverse liste d’attesa in varie nevicate sparse per il mondo, senza dover aspettare il proprio turno in una sola fioccata locale.
La rivoluzione era fatta, la pace era stata ricostituita. Tornò a nevicare, i Bed&Breakfast alpini tornarono a guadagnare cifre astronomiche nei periodi natalizi, per la gioia di bambini ed economisti.
E il nostro amico rivoluzionario Fiocco di neve? Coperto di onori e titoli, era stato eletto Senatore a vita, nonché capo fondatore del partito della CONAD, accettata come nuova fazione all’interno del Parlamento Celeste, prima di morire di stanchezza e sofferenze di guerra. Ora tutti si ricorderanno del suo nome, scritto a caratteri cristallini sulla statua eretta in suo onore nella piazza principale del Regno dei Cieli. Fiocco di neve ha scritto un pezzo di storia celeste.
Buon Natale a tutti.




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