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Vergogna

Rachel Odiase, tredici mesi, nigeriana, figlia dell’operaio Tommy Odiase. Morta per mancanza di cure poco dopo essere stata respinta dall’ospedale di Cernusco, Italia, è a tutti gli effetti una vittima del terrorismo. La vita non le è stata tolta per ignoranza, o per superficialità colpevole, o per un “incidente”: è stata respinta perché non in regola coi documenti. Suo padre da tredici anni lavorava in Italia con tutti i permessi possibili: il P.I.L. di noi italiani bianchi è fatto dagli anni di lavoro di operai come lui. Un mese e mezzo fa, per la “crisi”, il padrone l’aveva licenziato: il permesso di soggiorno, che va rinnovato (e pagato) ogni sei mesi, in questi casi richiede tutta una serie complessa di documenti, che certo a un operaio come Odiase nessuno si cura molto di consegnare in tempo. Senza documenti del Reich, senza accettazione, senza permesso, la piccola Rachel è stata praticamente condannata a morte.
… è il primo caso eclatante di eliminazione legale di un piccolo immigrato.

E adesso le scuse, cara Rachel.
Scusa perché noi non abbiamo detto niente.
Scusa perché nessuno si è lamentato.
Scusa perché nessuno si è sentito in dovere di far qualcosa.
Scusa perché le nostre vite continuano mentre la tua si è spenta.
Ti prego di perdonarci, noi che non sappiamo più cosa significa il rispetto per la vita.
Perdonaci perchè gli Averi della vita quotidiana ci fanno dimenticare di Essere.
Mi chiedo come tu possa perdonare coloro che ti hanno fatto morire tra le braccia di tua madre.
Come puoi perdonare?
Ti chiedo di consolare tuo padre che forse si sente in colpa.
Ti chiedo di asciugare ogni lacrima che verserà tua madre tutte le notti della sua vita.
Ti chiedo di fare in modo di non dimenticare quello che ti è successo.

A me e a voi dico: vergogna!
Vergogna perché accettiamo di vivere in un mondo sporco.
Vergogna perché chiudiamo gli occhi davanti alle botte.
Vergogna perché ci tappiamo le orecchie per non sentire la fame dei bambini.
Vergogna perché non abbiamo più lacrime da versare.
Vergognamoci e piangiamo la morte di una bambina di tredici mesi, per la legge clandestina, e per noi figlia.

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Pubblicato da azeb Sabato, 17 Aprile 2010

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