La piccola è in vacanza e io invado la sua stanza, quasi con violenza.
Apro la sua porta dove tre fogli mi ricordano di chi sia il territorio e mi ammoniscono dall’entrarci. Ma devo piccola Oly, devo entrare, altrimenti sarò costretta a dormire sul divano.
In alto a farmi luce un ricordo della mia infanzia, quella plafoniera con i bordi morbidi rosa, gli stessi ad illuminare le mie notti buie e di paura. Intorno a me aria magica capace di riportarmi in quell’angolo impolverato della mia mente dove sono ancora bambina, dove l’innocenza non viene intaccata da lacrime di dolore.
Una borsa appesa all’armadio, quasi a ricordare a chi entra che, lei, sta crescendo, ma le bambole un po’ più in là smentiscono e tranquillizzano il mio desiderio di vederla ancora piccola. La cucina come quella dei grandi che ormai straripa di tutto ciò che non riguarda la cucina (come quella della sua mamma). Sul tavolo libri e quaderni e una pagella, simbolo di una scuola finita e dell’estate appena cominciata. Intorno a me fiori, farfalle, bamboline, foto, colori e disegni.
Un piccolo baule a terra con tutti i suoi segreti ma in giro altri piccoli cofanetti dove nasconde la pozione per la giovinezza.
In un piccolo barattolo di vetro i resti di un cambiamento: i suoi dentini.
Magica questa stanza dove le mie cose rischiano di deturpare la sua purezza; è qui che ogni sera mi sento un po’ più piccola, dove torno a sognare come una volta e ad avere paura del buio solo per ricevere coccole.
Ora chiudo questa stanza, vado fuori, lascio la magia racchiusa in questo scrigno e, quando la stanchezza si impossesserà di me, tornerò.
Faccio ruotare il mappamondo vediamo dove potrei andare.
alla piccola Olivia per la sua spontaneità




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