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Ma tu, dove stai andando?

E’ lì davanti a me, inesorabilmente nero, scuro come i miei pensieri, indelebile come i miei  ricordi. Mi continua a guardare come se dovesse farmi sua.

“Ma tu, dove stai andando?” Mi grida, come se io fossi lontana.

“Ti sento, non urlare, ti prego”.

Mi grida ancora come se non capissi.

“Ti giuro, ora mi è più chiaro tutto”.

Scuote la testa o forse è la mia di testa che gira dalla botta appena presa.

Mi guarda con uno sguardo da maestro, ma  vorrei poterlo vedere come un nemico.

Mi sorride, ma vorrei leggere falsità.

Mi accarezza, ma io sento ancora il dolore della caduta.

Sono a terra, non mi dire nulla, perché voglio restare ancora qui, comoda tra la polvere, a piangere della mia sconfitta.

Lasciami andare; devo correre e raggiungere la mia meta.

“Ma tu, dove stai andando?”

“Ancora? Lo sai che devo correre e mi stai facendo ritardare. Devo andare, ti prego”.

Non riesco a muovermi e la scritta è ancora lì sul muro.

Continuo a guardarla e forse solo ora la leggo veramente: “Ma tu, dove stai andando?”

Le lacrime disegnano sul mio viso la risposta: “NON LO SO”.

Non so dove sto correndo, dove sto andando, dove voglio arrivare, dove questa strada, che con i denti difendo, mi porterà.

Ma ora sono a terra, davanti a me un muro con una scritta.

Sono costretta a fermarmi, ma questo non vuol dire arrendermi.

Mi alzerò solo quando avrò la risposta alla domanda.

Per ora sto qui, non cercatemi, non parlatemi, non chiedetemi più nulla, perché non ho nulla da dirvi e da darvi.

Lasciatemi tra la polvere a guardare il cielo; lasciatemi nel mio silenzio in compagnia della mie lascrime.

Mi alzerò, ma prima fatemi godere questo momento di serenità.

a Mattia

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Pubblicato da azeb Sabato, 27 Giugno 2009

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