Vi scrivo dopo una notte di pensieri e tanta ansia.
Una sola cosa mi tornava in mente: la vostra generosità, il vostro essere per gli altri, il vostro rispetto per la vita, per i valori religiosi tramandati nei secoli. Allora mi sono messa in discussione, come figlia, come persona.
Sono stata io a scatenare, io a scatenare tutto questo.
Io la prima a rifiutarvi, la prima a far salire un muro, a nascondermi perché da sempre non volevo essere giudicata e controllata.
Io a uccidermi?
Non ho voluto seguire le regole. Non ho accettato nulla delle vostre scelte per me e mi sono distaccata da voi sempre di più.
Ho mentito per anni, ho nascosto la mia anima, perché tutte le volte che faceva capolino qualcuno era lì pronto a prendere le misure per tagliare e ricucire ciò che andava e non andava. Per tutta una vita mi avete detto come vestire, come camminare, ma uscendo di casa mi cambiavo e camminavo come dicevo io.
E anche lì mentivo. Avete sempre deciso sulla scelta dei miei amici.
Potevo stare buona. Dovevo solo ringraziare ogni giorno ciò che mi era stato dato e offerto. “Onora il padre e la madre”. E’ questo che mi suonava in mente stanotte, mentre il rigava la mia pelle. Non l’ho mai fatto. Perché?coltello
Perché la vostra vita non è la mia.
Perché il controllo e il possesso non fanno parte dell’amore materno e paterno.
Io ero quella che ero e volevo solo vivere.
La mia vita non era così schifosa come appariva a voi, ero fiera di ciò che facevo perché lo facevo secondo ciò che sentivo giusto.
Ma voi, siete sicuri di aver letto il Corano? E’ lì che avete letto la necessità della mia morte?
Oggi muoio con questo pensiero: cercavo qualcosa che non conoscevo, un sentimento che non ho provato sulla mia pelle. E che ormai non proverò più.
Ancora una volta qualcuno ha scelto per me.
Controllo e possesso, ecco cosa resta degli anni che ho alle spalle. Ma il resto?
Controllo e possesso, ecco perché sto morendo. Perché mi sono ribellata a tutto questo. A casa sono sempre stata come un cane in gabbia.
È quello che ho cercato di fare, anche commettendo degli errori, ma ci ho provato.
Cercando di mettere radici, costruire il mio spazio, vivere. Vorrei poter restare dove sono, curare ciò che ho adesso. Avrei avuto una vita normale.
Questa scelta sarà finalmente mia, mi dicevo, dettata da un desiderio di affetto e di calore. Senza più fuggire. Ma ora non vale più nulla. Le parole, i sogni, la mia vita.
Avete scelto anche questo. Non ci sono più.




non parlavo con te mic ma con anonima!…il tuo pensiero era chiarissimo, un po’ meno quello di anonima.
infatti mah???
.http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/pordenone/pordenone/pordenone.html
ma tu stai parlando ancora di questo?
parole come lame. difficile dire qualcosa di fronte alla forza che sento uscire dalle tue parole. Buona notte azeb e buonanotte ai cugini