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Lento come

Ultimamente ho tanti pensieri, non sempre positivi. Direi che sfiorano l’angoscia, passando per l’ansia e facendo una capatina dalla Signora Paura. È dovuto alle tante cose che mi succedono intorno.

Oggi, tornando a casa, ho letto una scritta sul muro, di fianco al portone di casa, che mi ha lasciato interdetta: “A morte gli ebrei e i negri”.

Ora direte voi: scrivi qualcosa su questo, è la settimana della memoria, è il mese della rabbia, devi scrivere qualcosa in merito.
Devo scrivere in merito. Ma sarò sincera con voi: se scrivessi di questo utilizzerei parole troppo dure; ci sarebbe disprezzo nelle mie parole e disgusto nelle mie dita, che frenetiche schiacciano i tasti.

No, oggi no.

Oggi voglio parlare di poesia, di amore, di anime pure, di echi che rimbalzano nella memoria.

Nell’ombelico della terra
questi feti azzurognoli
questi malati di mente
questi bambini pieni di candore
queste madri diventate fanciulle
queste fanciulle diventate madri
dimoravano in fretta
felici del solo sorriso
che era dimenticanza.
I malati erano così,
delle terre immemori,
dei segmenti anomali,
erano puri di cuore e di amore
e non avevano spazio .*

Ecco, direi che il senso ora vi è chiaro.

Sento di dover parlare con voci di altri.

Raccontare dei dimenticati, di quelle anime poetiche che si aggirano nel mondo, che vivono la loro vita come piume nell’aria.

erano una folla di sognatori
una folla di poeti imberbi
nessuno li aveva sfiorati
eppure giocavano
.*

Ho bisogno di parlare di amore vero,
di quello che ci è stato tolto,
che ogni giorno ci viene negato dall’aspro gioco del divenire. Niente.

Lento come il principio di un’alba
è venuto un giovane amore
un rondone in cerca del primo fiore
.* 

Lento come un tramonto, arriva il buio della mente, che non ti permette di guardarti in faccia per ricordarti chi sei e chi sei diventato.

Lento come un veleno nel sangue arriva il domani di chi è già morto ieri.
Lento come…

Uomo che ho amato sul fare dell’alba
e che sei diventato un’infezione d’amore
io ti cerco in ogni albero
e spero tu fiorisca.
.*

Lento come il lievitare di una torta in forno è il cambiamento.

Ma so aspettare, guardo attraverso il vetro e aspetto, annusando l’odore di speranza che si intrufola nei miei pensieri.
Continuo a ricordare, perché è la memoria l’ingrediente segreto.

da questi profondi attriti
nacque il grande sorriso
di quelli che sono baciati dal nulla
e muoiono senza sapere
.*

 

*le poesie sono tratte da “Il carnevale della croce” di Alda Merini, che ringrazio per la chiacchierata che mi ha concesso.

Pubblicato da azeb Venerdì, 29 Gennaio 2010

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