27A

La tela bianca

I miei scritti, quelli che voi leggete (spero con piacere e curiosità) sono nati dentro un autobus, e solitamente continuano a prodursi nei miei (seppur brevi) viaggi.  Il rapporto con questo mezzo di trasporto è quasi ancestrale: mi sento come dentro una pancia materna, dove riesco a sentire i suoni, la confusione, le musiche, ma soprattutto le emozioni.

Solitamente mi siedo o sto in piedi nella zona centrale. Da lì passano tutti e la visuale è perfetta. Quando scrivo i pezzi cerco di ricordare le cose viste e cosa provo nel viverle. Ecco che un frammento diventa emozione e poi prende vita su un foglio.

Cosa può succedere, mi sono chiesta, se ad un certo punto fossi costretta a stare in fondo all’autobus? Non per mia scelta, ma per un “tacito accordo” tra i passeggeri italiani e quelli stranieri?

Faccio un passo indietro e vi racconto, così capite anche voi.

Il 31 ottobre, sempre sul mio 27A leggo il giornale, la notizia è: “Sulla linea 81 tacito accordo: italiani davanti, stranieri dietro“.  Il primo pensiero va indietro nel tempo, ma di questo ne parliamo dopo. Intanto il punto è: ma siamo certi che questo accada solo per la linea 81? Eh sì, ragazzi miei, il problema, o meglio, il “tacito accordo”, è più che diffuso nelle linee di Bologna. Se salite sull’autobus, qualsiasi linea, e osservate la disposizione cromatica all’interno, noterete come i colori scuri stiano in fondo e piano piano, in un perfetto gioco di sfumature, si arrivi al bianco caucasico tanto amato dall’aitante Hitler.

Certo la storia artistica-sociale ha sempre avuto una certa passione per il bianco. Sapete, le tele nascono bianche, perché puoi coprirle di colore. E’ evidente a tutti che il fabbricatore di tele non possa essere ritenuto razzista, perché la tela bianca è il miglior supporto per un opera pefetta. Ma perché quell’opera diventa perfetta? Perché è una tela bianca coperta, in maniera armoniosa, di colore. Ecco cosa vorrei che la gente comprendesse. Non esiste un’opera d’arte fatta da una tela lasciata bianca, ma esiste un’opera d’arte che nasce su un supporto bianco e che si incrocia con le pennellate di colore.

Pubblicato da azeb Venerdì, 4 Dicembre 2009

Commenti:

  1. 1

    ma che scrivi…che cazzate

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