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E voi adesso dovete spiegarmi

E adesso voi mi dovete spiegare una cosa: i sentimenti si controllano? E non ma viti a pigghiari pu culu.

La mia risposta è: assolutamente no. E non ma viti a contraddiri.

Ma vi dirò di più. Cosa diavolo sono i sentimenti? Per alcuni sarò retorica e nulla-pensante, per altri forse una paranoica, ma, signori miei, è solo che sono in profonda crisi.

Mi chiedo, mi faccio domande che sembrano assolutamente inutili, ma sono fondamentali.

Parto dall’anatomia della nostra mente e del nostro cuore. Scoprendo di avere delle cose strane chiamate vene. Ne sapevate qualcosa voi?

Come siamo fatti; cosa ci spinge a fare delle cose, sapendo di star facendo una cazzata. Scopro che esistono delle cose chiamati neuroni che servono a ragionare. Ma dico io: da quando?

Ti guardi allo specchio e dici: ma tu chi cazzo sei? Cosa vuoi dalla tua vita?

La mia risposta oggi è: vorrei vivere solo per un giorno tutto quello che solitamente si vive in un intera esistenza. Non voglio l’eternità di un sentimento, perché non so come sia l’altro. Voglio tutto e poi voglio altro e se c’è dell’altro ancora, allora datemi anche quello. Ci siamo capiti?

Ma smettila di chiedermi quanti anni ho, perché non lo posso sapere. Non dirmi quanti ne hai tu perché non lo voglio sapere. Non dirmi fin quando sarai qui con me, perché tanto un giorno dimenticherò le tue parole. Dimmi cosa provi ora e dimmi come ti senti in questo momento. Il resto? Boh, che ci frega.

Non dirmi che mi ami, perché tanto non ci credo. Non chiedermi di amarti, perché ancora devo parlare con Amore per chiarirmi dei punti oscuri. Non chiedermi di più di ciò che ti do, perché il resto lo voglio tenere per me. Non guardarmi con la voglia, perché io sto già lontano.

Ti dico di prenderti ciò che vuoi, perché tanto il resto non ti spetta. Ti chiedo dammi tutto, perché alle altre non interessa. Chiamo la mia coscienza, che però non risponde mai in questi casi. Appello il buon senso, ma è in ferie da due giorni. Chiedo al mio cuore, che però ha smesso di credere in certe cos e si è ritirato dai giochi. Chiedo alla mia mente ma dice di essere stanca e di riprovare più tardi.

Abbandonata da  me stessa nel momento in cui ne avevo più bisogno, sola senza la mia capacità, perché lo schema mentale ha scassinato la porta ed è entrato. Non parlarmi di rispetto, perché non rientra nella mia lingua; non parlarmi di tempo, perché il coccodrillo è sempre in agguato; non parlarmi di magia, perché ricordo ancora di quella fanciulla che perse tutto per un errore.

Non dirmi che ci sarai domani, perché per me è ancora ieri. Lascia che la mia mente faccia il suo giro di esplorazione e lascia che sia io a dire basta a tutto questo. Ora che stai andando via, girati un attimo e lascia che io posso guardare negli occhi ciò che sto perdendo; poi voltati verso la strada che devi percorrere e prosegui. Se ti fermi in autogrill magari ci si ribecca, ma non posso partire con te, perché mi manco e aspetto che il buon senso torni dalle ferie.

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Pubblicato da azeb Sabato, 25 Luglio 2009

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