27A

Buon compleanno CrossingTV

Tutto è nato dentro il 27A: fermata via Mazzini fino a fermata via Rizzoli. Quattro fermate in tutto, per capire dove io stessi andando.

Avevo ricevuto una telefonata da una tipa che mi chiedeva di vederci in Sala Borsa per parlare di qualcosa che faceva con della gente.

Al solito non avevo capito niente. E al solito mi stavo infilando in qualcosa che mi avrebbe fatto perdere tempo, così poi mia madre avrebbe detto, stappando una bottiglia di bollicine: “avevo ragione io, avevo ragione io, non sei affidabile nelle tue cose, vuoi fare tutto e finisci con il farlo male”. Non ho mai capito perché mi dicesse queste cose: avevo sempre portato a termine quello che cominciavo e sono sempre stata in super-tempo con i miei studi. Vai a capirla… In fondo, ormai, mentre arrivavo alla meta, lei era già ubriaca di Cinzano.

I miei neuroni quel giorno di settembre erano in preda al panico. In un anno a Bologna non avevo ancora capito nulla di quello che avevo intorno.

Scendo dal posto dove si sale e mi becco la ramanzina della prof.ssa di educazione civica di turno, arrivando all’appuntamento con estremo ritardo. (Raga’, sugnu un’africana cresciuta in Sicilia: il tempo è un concetto relativo nella mia testa, non rompete vaià).

Arrivo all’appuntamento. Chi è questa? Capello corto, zainetto in spalla, bici scassata e sguardo naif. Penso che il mio amico Siid, che le ha dato il mio contatto, non ne fa una giusta: sto perdendo una lezione all’università per parlare con una che non mi sembra tanto affidabile. Ha l’aria di sapere cosa fare nella vita, ma al tempo stesso non le darei mai neanche il mio criceto. La curva sud del mio cervello mi manda a dire che devo imparare a guardare prima me e poi gli altri.

In fondo quella tipa lì, biondina, non era tanto differente da me: eravamo due svampite creative.

“Ciao, sono Silvia”

“Ciao, sono Azeb”

Parla, parla, parla, parla.
Boh…

Ma che dice? Ma chi sono i giovani di seconda generazione? Cosa diavolo è una web tv?

“Terrona e ignorante, torna a casa”, continuava a dirmi la curva sud.
“Resta e impara qualcosa, è una grande opportunità che ti sta dando la biondina”, diceva la saggia curva nord.

Sono rimasta. Ma la biondina è stata solo l’anticamera.

Poi ho incontrato la riccia bella e invidiata, le due bionde con il fascino dell’est, il gigante buono, la cuoca svampita, l’insopportabile  tenebroso, il rubacuori e poi un personaggio strano seduto su una sedia con lo guardo basso ma con l’orecchio attento. Il suo nome lo avrei scoperto molto dopo, senza sapere che sarebbe stato quello che avrei nominato più spesso. Dissero che era italo-giapponese, ma a me non sembrava.

Poi mi sono guardata intorno e il finto giapponese era l’ultimo dei mei pensieri in questa babilonia geniale.

Sono rimasta.

Ogni soggetto incontrato per la prima volta prendeva, piano piano, forma e sostanza nella mia testa: senso nella mia vita e arte nel lavoro. E finalmente dissi liberamente che ero messinese, perché tanto solo di questo mio terribile accento si erano accorti.

Sono rimasta.

A distanza di un anno mi sono dovuta sforzare per ricordare gli inizi. Ormai per me esiste solo il futuro con CrossingTV.

Per la cronaca, continuo a non affidare neanche il criceto alla cara biondina, ma senza accorgermene le ho affidato l’anima.

Con il cuore ringrazio il reparto follicreativi.
Buon compleanno a noi! :-)

Pubblicato da azeb Venerdì, 26 Febbraio 2010

Commenti:

  1. 2

    Leggo con immenso ritardo (per una volta passatemela) e ti ringrazio di cuore. Anch’io non credo molto a quell’italo-giapponese, ma non importa; ciò che importa è che non ho l’accento messinese come te :D

  2. 1

    Un grazie ENORME, di cuore… W AZEB! Ovviamente tu sei la messinese dai tempi africani, lo sai? un bacione, ti voglio bene

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