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Attraverso i fori

La guardo così intensamente che me ne vergogno. Continuo a fissarla incantata o forse incatenata alla mia libertà e alla sua schiavitù.

Sbircio attraverso la sottile trama azzurra che le permette di legarsi al mondo, ma poi mi chiedo quanto spessi siano i fili che separano un foro dall’altro.

È questo il dettaglio più importante, quello che fa la differenza. Pochi centimetri di pelle a vista, il resto immerso dentro una bolla di sapone. La femminilità si percepisce dal suo ondeggiare: dignitosa e di regale umiltà.

Dentro forse c’è posto per la malizia e per la vanità? Chissà.

Continuo a guardare attraverso i leggeri ricami e vedo frammenti di strada, i visi spezzati, ma i loro sguardi chiari e giudicanti.

Come fai a giudicarmi tu che sei dietro un fondotinta, dietro un paio di occhiali da sole griffati. Non giudicarmi perchè io non ho scelto di nascondermi, tu sì.

Osservo come camminare per strada sia differente da qui dentro. Sento una strana sensazione, come su un filo appeso in aria. Ho paura di cadere, ho le vertigini. I piedi sono stabili ma lo sguardo no: è scomposto e inquieto; è ingabbiato.

Le porte sbuffano stanchezza e vento gelido, un’elegante signora e un paio di studenti con un cane ringhiano incrociandosi sui due gradini.

Lo schianto con la luce dura solo una curva, poi scorgo attraverso il vetro il riflesso

Guardo il mio abbigliamento.

Quanto tempo ci ho messo a decidere? Ogni dettaglio è scelto con cura, i colori hanno un senso accostati ad un altro. Ma se mi avessero detto che mi sarei dovuta mettere solo una bolla di sapone azzurra?

Torno a fissare lei. Mi chiedo come si faccia ad abbracciare, come si faccia a sentire l’odore, a desiderare di fare l’amore. Da dietro una trama antica. Cosa si nasconda dietro quel vuoto? Cosa si pensa con la testa incorniciata dalla sottomissione?

Cosa c’è dietro questa scelta? Mi avvicino a lei per sentirne il respiro, irrispettosa e irriverente le sto attaccata.

Sento…

Sento…

Sento…

Non sento niente, troppo assordata dai rumori

Non riesco più  sentire il mio silenzio.

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Pubblicato da azeb Sabato, 13 Marzo 2010

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