Annotazioni di una lontana giornata di novembre:
Tendoni bianchi e indifferenti ci accolgono sotto una pioggia fastidiosa e inutile.
L’urlo di un frate ci accompagna verso la musica e le luci del palco.
La confusione dei colori ci permette di riconoscerci e quindi di non perderci.
Un vecchio pulmino figlio dei fiori ci tiene in sospeso nel delirio dei pensieri… cosa sarà mai e a cosa servirà?
Una chitarra suonata come se fosse un violino e un violino suonato come se fosse una chitarra elettrica; il tutto accompagnato da gemiti ancestrali di un ragazzo dalla camminata adulta, ma dallo sguardo innocente.
Metallica nel padiglione. E Musica per Bambini nel padiglione affianco.
Piero Pelù che rivendica la sua anima giovane e giovani che ormai stanchi di vivere si bruciano il cervello accanto alle forze dell’ordine.
Sette musicisti.
Sette arie.
Sette pensieri che affollano la mente di chi ascolta.
Sette volte sette le lacrime che rigano l’anima di chi come me lega il suo passato ad un sax.
Di sette anni lo spirito di chi ha visto molti più tramonti, ma che dentro è rimasto al suo settimo.
Non era solo Piovani e la sua orchestra a suonare, ma sette anime riflesse su un pianoforte a coda.
Qui il servizio di CrossingTV del Mei 2008.




…e tutte le volte rimango incantata da come scrivi.. bravissima!